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	<title>World Food &#187; Acqua</title>
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	<description>Ricette, storia, curiosità sui migliori piatti della cucina internazionale</description>
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		<title>Ricetta Involtini Primavera</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Cinese]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli Involtini Primavera sono uno spuntino tradizionale cinese, fatti con una sfoglia sottile e tonda, con ripieno arrotolato all&#8217;interno e fritti in olio. Gli Involtini primavera hanno una lunga storia in Cina: si dice che questa pietanza sia apparsa per la prima volta nel corso della lontana dinastia Jin, quando la gente incominciò a mangiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/involtini-primavera.jpg" alt="Involtini Primavera" />Gli <strong>Involtini Primavera</strong> sono uno spuntino tradizionale <a title="Cucina Cinese" href="/category/cucina-cinese">cinese</a>, fatti con una sfoglia sottile e tonda, con ripieno arrotolato all&#8217;interno e fritti in olio.<br />
Gli Involtini primavera hanno una lunga storia in <strong>Cina</strong>: si dice che questa pietanza sia apparsa per la prima volta nel corso della lontana dinastia Jin<span id="more-2020"></span>, quando la gente incominciò a mangiare sottili <strong>sottili torte di farina</strong> accompagnate da verdure durante la festa di inizio primavera. Al tempo, queste torte erano chiamate &#8220;<em>piatto primaverile</em>&#8220;. Durante le dinastie Tang e Song, queste torte erano di gran moda, tanto che l&#8217;usanza venne perfino descritta nelle poesie dei grandi poeti Du Fu e Lu You. Durante la dinastia Tang, questa versione primordiale dei nostri involtini era anche conosciuta come &#8220;<em>piatto delle cinque spezie</em>&#8220;, in quanto cinque ingredienti tra cui il cipollotto e l&#8217;aglio sono stati aggiunti nel ripieno.</p>
<p><a title="Foto Involtini Primavera" href="/involtini-primavera/?page=gallery"><strong>FOTO Involtini Primavera</strong></a></p>
<p>Gli <strong>Involtini Primavera</strong> sono solitamente consumati durante il Festival di Primavera in Cina, da cui il nome.<br />
Anche nel corso delle dinastie Ming e Qing, c&#8217;era la consuetudine di &#8220;<em>mordere la primavera</em>&#8220;, il che significava accogliere la primavera mangiando queste pietanze e, come spesso succede in casi simili, anche questo rito veniva praticato per scongiurare disastri e il male. Col tempo e con il susseguirsi di evoluzioni in ambito culinario, le &#8220;<em>torte primavera</em>&#8221; divennero involtini primavera, che erano di dimensioni più piccole e anche grazie alla loro praticità vennero inclusi nella risma di <strong>leccornie gustate presso la corte imperiale</strong>.<br />
Oggi, la realizzazione di involtini primavera di solito comporta quattro fasi: la creazione della <strong>sfoglia</strong>, preparazione del ripieno, il confezionamento e la <strong>frittura</strong>. Ci sono numerosi tipi di farciture, da quella a base di <strong>carne di maiale</strong> ed erba cipollina sminuzzata, a quella zuccherata con pasta di fagioli dolci. Secondo molti, danno il meglio sapore migliore se pucciati in salse.</p>
<div class="box2">
<h2>La sfoglia</h2>
<p>1 <strong>uovo</strong><br />
225g <strong>farina</strong><br />
1 / 2 cucchiaino di <strong>sale</strong><br />
1 / 2 tazza di <strong>acqua</strong></div>
<p>Sbattete leggermente l&#8217;uovo.<br />
Setacciate la farina e il sale in una ciotola grande.<br />
Fate spazio al centro della farina e mescolateci l&#8217;uovo sbattuto e l&#8217;acqua con un cucchiaio di legno per formare un <strong>impasto liscio</strong>.<br />
Mettere l&#8217;impasto su un piano infarinato e impastate per 10 minuti.<br />
Coprite l&#8217;impasto con un panno umido e lasciate riposare per circa 30 minuti. Stendere la pasta fino a formare un salsicciotto di 30 cm, quindi tagliatela in pezzi di 4 cm.<br />
Spolverate con farina di mais e appiattite ciascun pezzo con il palmo della mano.<br />
Con un matterello rendeteli il più sottile possibile, poi tagliate a rettangoli di 15 x 18 cm.<br />
Spolverare nuovamente con farina di mais e impilateli.</p>
<div class="box2">
<h2>Il ripieno</h2>
<p>350 g di <strong>carne di maiale</strong> o di <strong>pollo</strong><br />
2 fette di radice di <strong>zenzero</strong> fresco<br />
75 g di germogli di <strong>bambù</strong> in lattina<br />
8 <strong>funghi</strong> cinesi secchi di media grandezza<br />
2 <strong>cipolle</strong><br />
3 cucchiai di <strong>olio vegetale</strong><br />
1 cucchiaino di <strong>sale</strong><br />
2 cucchiai di <strong>salsa di soia</strong><br />
100-150g di germogli di <strong>fagioli</strong><br />
1 cucchiaio di<strong> farina di mais</strong> mischiata a 2 cucchiai di acqua<br />
<strong>Uova</strong><br />
<strong>Olio vegetale</strong> per la frittura</div>
<p>Tagliate la carne di maiale o pollo a <strong>fiammifero</strong>.<br />
Tagliate lo zenzero e i germogli di bambù in maniera simile o se possibile ancora più fini.<br />
Mettete a bagno i funghi secchi in acqua calda a coprite per 25 minuti, quindi scolateli ed eliminate i gambi duri.<br />
Tagliate le cappelle dei funghi a pezzettini.<br />
Tagliate le cipolle a metà per la loro lunghezza, poi tagliatele nuovamente in sezioni da 1 cm.<br />
Riscaldate 3 cucchiai di olio in un wok.<br />
Quando la wok è calda abbastanza, soffriggete lo zenzero, il sale, i funghi e la carne sminuzzata a fuoco alto per poco più di un minuto.<br />
Aggiungete tutti gli altri ingredienti, tranne la farina e mescolate il tutto per 1 minuto.<br />
Versate la farina di mais, mescolate e girate per altri 30 secondi.<br />
Togliere dal fuoco e lasciate raffreddare prima di usare come ripieno.</p>
<p>Prendete 2 cucchiai di ripieno e disponetelo su ogni frittella appena sotto il centro, piegate la crespella dal basso alzando l&#8217;angolo inferiore a piegare sopra il ripieno.<br />
Arrotolate il ripieno una volta, e portate i 2 angoli laterali a sovrapporsi l&#8217;un l&#8217;altro.<br />
Come ultima cosa piegate il lembo superiore verso il basso, sigillando il tutto con l&#8217;uovo sbattuto in precedenza.<br />
Impilate gli involtini primavera man mano che li fate, collocandoli in modo che il peso aiuti a sigillare meglio l&#8217;angolo chiuso con l&#8217;uovo.<br />
<strong>Non aspettate troppo tempo</strong> prima di friggere in quanto la pastella potrebbe diventare troppo molliccia.<br />
Scaldate l&#8217;olio in un wok fino a che non diventa molto caldo caldo.<br />
Friggete non più di 5-6 involtini alla volta per 3-4 minuti o fino a che non sono dorati e croccanti.<br />
Una volta fritti, rimarranno croccanti per un massimo di 30 minuti.<br />
Servire immediatamente con salsa di peperoncino.</p>
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		<title>Ricetta Salsa Olandese</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-olandese/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-olandese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 20:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Salse]]></category>
		<category><![CDATA[Aceto di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Brunch]]></category>
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		<description><![CDATA[La salsa olandese, divenuta famosa per il suo utilizzo in uno dei più famosi pasti da brunch, ovvero le Eggs Benedict, non è di origine olandese come vuole il nome, bensì francese. La salsa olandese è in fatti un&#8217;emulsione di tuorli d&#8217;uovo e burro più altre spezie ed è una delle cinque salse facenti parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/salsa_olandese.jpg" alt="Salsa Olandese" />La salsa olandese, divenuta famosa per il suo utilizzo in uno dei più famosi pasti da brunch, ovvero le Eggs Benedict, non è di origine olandese come vuole il nome, bensì <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-francese">francese</a>.<br />
La salsa olandese è in fatti un&#8217;emulsione di tuorli d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uovo</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> più altre spezie ed è una delle cinque <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salse</a> facenti parte del repertorio delle salse &#8220;madri&#8221; dell&#8217;alta <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-francese">cucina francese</a>.<br />
<span id="more-1965"></span><br />
E&#8217; chiamata in questo modo in quanto è ritenuto che tale salsa sia in realtà un tentativo di imitazione di una salsa che i francesi hanno avuto modo di assaggiare nel corso di una visita ufficiale da parte del Re olandese. Questo almeno è quanto vuole la leggenda.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
4 tuorli d&#8217;<strong>uovo</strong><br />
2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/succo-di-limone">succo di limone</a><br />
un pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe-di-cayenna">pepe di cayenna</a><br />
200 gr di <strong>burro</strong><br />
1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aceto">aceto</a> bianco<br />
un pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
</span></div>
<p>Mettere i 4 tuorli d&#8217;uovo, il <strong>succo di limone</strong>, il <strong>pepe di cayenna</strong> il <strong>sale</strong> e il <strong>pepe</strong> in una pentola abbastanza grande e con una frusta a mano, sbattete tutti gli ingredienti fino a quando non si sono ben mescolati.<br />
Tagliate il burro in piccoli pezzi e aggiungerli alla pentola. Mettete la pentola a fuoco medio e continuate a sbattere gli ingredienti. Quando il burro si scioglie, assicuratevi che si mescolino bene con i tuorli d&#8217;uovo. Continuate a sbattere energicamente fino a quando tutto il burro si è mescolato alle uova.<br />
Se la salsa si comincia a separare, aggiungete 2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> e mescolate energicamente finché la miscela non forma una salsa cremosa.<br />
Una volta che la salsa si è formata, continuate a sbattere fino a quando la salsa non raggiunge la consistenza desiderata. Aggiungere più sale e pepe se necessario.<br />
Togliete quindi dal fuoco e servite le salsa tiepida.</p>
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		<title>Ricetta Pizzoccheri</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-pizzoccheri/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 14:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[I Pizzoccheri sono un tipo di pasta originario della Valtellina. Come forma, ricordano quella delle tagliatelle e sono ricavate da un impasto fatto con una parte di farina di frumento e tre parti di farina di grano saraceno, la quale le fa assumere la sua caratteristica colorazione grigiastra. Quando cucinati nella maniera più classica, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/pizzoccheri.jpg" alt="Pizzoccheri" />I Pizzoccheri sono un tipo di pasta originario della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Valtellina</a>. Come forma, ricordano quella delle tagliatelle e sono ricavate da un impasto fatto con una parte di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a> e tre parti di farina di grano saraceno, la quale le fa assumere la sua caratteristica colorazione grigiastra.</p>
<p>Quando cucinati nella maniera più classica, sono serviti con <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> a cubetti, <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> e suprattutto abbondante Grana o <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a>.<span id="more-1924"></span> Nonostante sia molto facile reperire i Pizzoccheri già pronti, risulta semplice anche prepararli a mano.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;etimologia del nome, sembra che la parola &#8220;Pizzoccheri&#8221; derivi dalla radice &#8220;piz&#8221;, ovvero &#8220;pezzetto&#8221;, oppure dalla parola &#8220;pinzare&#8221;, in riferimento alla forma schiacciata della pasta.</p>
<p>Ma passiamo ora alla ricetta.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
100 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a><br />
300 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a><br />
250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> tagliate a listarelle<br />
250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> tagliate a cubetti<br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">bitto</a><br />
1 spicchi d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a><br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
Formaggio <a href="http://www.worldfood.it/tag/grana">Grana</a> o <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a> grattuggiato<br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
</span></div>
<p>Per prima cosa fate i pizzoccheri: mescolate bene la farina di frumento e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a>, impastando il tutto con dell&#8217;acqua per non più di 15 minuti. A questo punto stendete l&#8217;impasto rendendolo poco più sottile di mezzo centimetro, quindi tagliatelo a striscie di circa 7 centimetri di lunghezza e larghe circa mezzo centimetro.</p>
<p>Ora fate cuocere le patate e le <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> in acqua bollente e salata per circa 20 minuti, dopodichè aggiungete i pizzoccheri e continuate a cuocere per altri 10 minuti.</p>
<p>Nel frattempo fate rosolare nel <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> la cipolla tagliata finemente e l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> a fuoco lento. A questo punto scolate pasta, patate e verze in un recipiente e aggiungete mescolando uno a uno il soffritto, il formaggio <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">bitto</a>, il grano (o parmigiano).</p>
<p>Servire i pizzoccheri ben caldi.</p>
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		<title>Ricetta Tempura</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-tempura/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 16:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe e Minestre]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Calamari]]></category>
		<category><![CDATA[Carote]]></category>
		<category><![CDATA[Farina di frumento]]></category>
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		<category><![CDATA[Gamberetti]]></category>
		<category><![CDATA[Olio per frittura]]></category>
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		<description><![CDATA[La Tempura è una ricetta tipicamente giapponese a base di frutti di mare o verdura impastellati e fritti. La pastella è fatta con acqua fredda e farina di frumento, a cui possono essere aggiunte uova, bicarbonato di sodio, olio, amido e spezie di vario tipo. Tradizionalmente, la pastella per la tempura viene mescolata per pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/tempura.jpg" alt="Tempura" />La Tempura è una ricetta tipicamente <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-giapponese">giapponese</a> a base di frutti di mare o verdura impastellati e fritti.</p>
<p>La pastella è fatta con <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> fredda e <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a>, a cui possono essere aggiunte <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a>, bicarbonato di sodio, <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-per-frittura">olio</a>, amido e spezie di vario tipo.<span id="more-1893"></span> Tradizionalmente, la pastella per la tempura viene mescolata per pochi secondi in ciotole utilizzando le bacchette usate anche per mangiare, lasciando così dei grumi che, grazie anche alla bassa temperatura dell&#8217;acqua usata per mescolare gli ingredienti, fa sì che una volta fritta la pastella risulti comtemporaneamente morbida e croccante.</p>
<p>La Tempura venne introdotta in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-giapponese">Giappone</a> verso la metà del sedicesimo secolo ad opera dei missionari e mercanti <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-portoghese">portoghesi</a>. La parola &#8220;tempura&#8221; viene dal latino &#8220;tempora&#8221;, ovvero &#8220;tempi&#8221;, stando ad indicare i giorni della settimana in cui i cristiani non mangiavano carne. Questa parola, divenne molto utilizzata soprattutto nel sud del Giappone, dove i ristoranti indicavano con tempora / tempura appunto fritti di verdure e di <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/secondi-piatti-di-pesce">pesce</a> (quindi rigorosamente non carne).<br />
Fuori dal Giappone, la tempura (specialmente quella di gamberi) viene spesso utlizzata come ripeno di alcuni tipi di <a href="http://www.worldfood.it/sushi">sushi</a>.</p>
<p>Ma vediamo quindi la ricetta della pastella, tenendo presente che è possibile utilizzarla su verdura (<a href="http://www.worldfood.it/tag/carote">carote</a>, zucchine, <a href="http://www.worldfood.it/tag/funghi">funghi</a>) o frutti di mare (<a href="http://www.worldfood.it/tag/gamberetti">gamberetti</a>, calamari)<br />
<br />
Ingredienti per 4 persone</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-per-frittura">Olio per frittura</a><br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uovo</a><br />
1 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> molto fredda<br />
230 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a><br />
</span></div>
<p>Sbattete l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uovo</a> in una ciotola. Aggiungete quindi l&#8217;acqua nella ciotola (è molto importante che l&#8217;acqua sia quasi ghiacciata, da questo dipende la croccantezza della pastella una volta fritta).</p>
<p>Ora aggiungete la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a> e continuate a mescolare dolcemente usando sempre le bacchette e facendo molta attenzione a non mescolare troppo.</p>
<p>A questo punto scaldate l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-per-frittura">olio</a> in un pentolino fondo (o meglio, scaldate la friggitrice) e, una volta caldo, inzuppate leggermente gli ingredienti nell&#8217;impasto e metteteli a friggere. Ricordate che la <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/piatti-vegetariani">verdura</a> impiega più tempo a friggere rispetto ai frutti di mare.</p>
<p>Una volta fritti estraeteli dalla friggitrice o dalla padella, asciugate in un panno di carta e servite.</p>
<p>Buon appetito!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riso Egiziano con Lenticchie</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 17:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Egiziana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Riso Egiziano con Lenticchie, o Kusherie, è un piatto vegetariano tipico della cucina egiziana. Di facile preparazione (a dispetto della lunghezza della ricetta) e ad alto contenuto proteico, il Riso Egiziano con Lenticchie viene spesso servito con yoghurt bianco come contorno. L&#8217;Egitto è il più grande produttore di riso tra i paesi del medio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/riso-egiziano-con-lenticchie.jpg" alt="Brigadeiro" />Il Riso Egiziano con Lenticchie, o Kusherie, è un piatto vegetariano tipico della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-egiziana">cucina egiziana</a>.<br />
Di facile preparazione (a dispetto della lunghezza della ricetta) e ad alto contenuto proteico, il Riso Egiziano con Lenticchie viene spesso servito con yoghurt bianco come contorno.<br />
L&#8217;Egitto è il più grande produttore di riso tra i paesi del medio oriente che si affacciano sul mediterraneo.<span id="more-1883"></span> La produzione di tale alimento venne probabilmente introdotta nel corso del 7mo secolo. Oggi, la produzione del riso ha luogo esclusivamente nella valle più bassa sulle rice del Nilo.<br />
Ma passiamo alla ricetta.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
Riso e Lenticchie<br />
2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a><br />
1 tazza e 1/4 di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a><br />
700 ml di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> bollente (o <a href="http://www.worldfood.it/tag/brodo-vegetale">brodo vegetale</a>) (per le lenticchie)<br />
1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
1 pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
1 tazza e 1/2 di <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a><br />
230 ml di acqua bollente (o brodo vegetale) (per il riso)</p>
<p>Salsa<br />
300 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pasta-di-pomodoro">pasta di pomodoro</a><br />
700 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-pomodoro">salsa di pomodoro</a><br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoni">peperone</a> verde, tagliato a pezzetti<br />
100 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/prezzemolo">prezzemolo</a> tritato<br />
1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a><br />
1/2 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cumino">cumino</a><br />
1 pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe-di-cayenna">pepe di cayenna</a></p>
<p>Cipolle<br />
2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a><br />
3 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a> affettate<br />
4 spicchi d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> sminuzzati</p>
<p></span></div>
<p>Dorate le <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a> nell&#8217;olio in una pentola a fuoco medio per 5 minuti, mescolando spesso.<br />
Aggiungete il <a href="http://www.worldfood.it/tag/brodo-vegetale">brodo</a> o l&#8217;acqua per le lenticchie insieme al sale e al <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>. Cucinate senza coperchio per 10 minuti a fuoco medio.<br />
Aggiungete ora il <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a> e il suo brodo. Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma, coprite e cuocete per 25 minuti senza mescolare.<br />
Nel frattempo preparate la salsa: Scaldate tutti gli ingredienti in una padella. Portate a ebollizione, abbasaste la fiamma e attendete 20-30 minuti.<br />
Per imbrunire le <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a>, scaldate dell&#8217;olio in un padellino. Soffriggete ora la cipolla insieme all&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> a fuoco medio fino a quando non risultano abbrustolite.<br />
Infine, servite il riso con le lenticchie in un piatto, versateci sopra la <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-pomodoro">salsa di pomodoro</a> e aggiungete le cipolle.<br />
Buon appetito!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricetta Scaloppine al Marsala</title>
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		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-scaloppine-al-marsala/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 22:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Israeliana]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti di carne]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Farina]]></category>
		<category><![CDATA[Marsala]]></category>
		<category><![CDATA[Olio di oliva]]></category>
		<category><![CDATA[Prezzemolo]]></category>
		<category><![CDATA[Vitello]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Marsala è un vino liquoroso siculo, prodotto nella zona di Marsala e nella provincia di Trapani. Data la sua particolarità e la sua &#8220;geograficità&#8221; si è guadagnato la Denominazione di Origine Controllata (DOC). La fama internazionale di questo vino, i siciliani la devono a John Woodhouse, che verso la fine del 700 (1773 per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/scaloppine-al-marsala.jpg" alt="Scaloppine al Marsala" />Il Marsala è un <a href="http://www.worldfood.it/category/bevande/vini">vino</a> liquoroso siculo, prodotto nella zona di Marsala e nella provincia di Trapani. Data la sua particolarità e la sua &#8220;geograficità&#8221; si è guadagnato la Denominazione di Origine Controllata (DOC).</p>
<p>La fama internazionale di questo vino, i siciliani la devono a John Woodhouse, che verso la fine del 700 (1773 per l&#8217;esattezza) fece tappa a Marsala durante uno dei suoi viaggi commerciali.<span id="more-1759"></span> Approdato nel paese siculo, Woodhouse ha scoperto il prezioso vino liquoroso e prima di riprendere il suo viaggio, ha fatto scorta e lo ha portato in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-inglese">Inghilterra</a>. In quel periodo il Mediterraneo era molto &#8220;trafficato&#8221; con <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-spagnola">spagnoli</a> inglesi e francesi che cercavano di accaparrarsi il nostro mare: Malta proprio in quel periodo diventò terra inglese.</p>
<p>Quando Woodhouse fece ritorno in patria con il Marsala quest&#8217;ultimo ebbe un successo strepitoso ed insperato, grazie anche al fatto che era molto economico, tanto che il nostro marinaio inglese decise di tornare in Sicilia per produrre e poi commercializzare questa bevanda.</p>
<p>Il marsala sicuro viene preparato utilizzando la &#8220;tecnica soleras&#8221;, già usata in Spagna e <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-portoghese">Portogallo</a> per il porto e lo sherry. Secondo questo metodo di vinificazione è necessario disporre le botti di rovere su file sovrapposte, versando il vino solo in quelle in alto. Dopo circa un anno, una parte di questo vino viene trasferito in quelle sottostanti per fare spazio ad un&#8217;altra annata e così via…in questo modo il vino che si trova nelle botti più basse risulta essere un mix di diverse annate e acquista quindi sapori del tutto particolare.</p>
<p>Oggi vi proponiamo una ricetta molto famosa con questo famoso vino, le scaloppine al Marsala. Secondo alcuni gastronomi questo delizioso piatto ha origini ebraiche, vediamo quindi come si prepara…<br />
<br />
Ingredienti (per 4 persone)</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 700 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vitello">vitello</a>, assottigliate con un pestacarne<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">Farina</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">Sale</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">Olio di oliva</a><br />
- 125 ml di <a href="http://www.worldfood.it/tag/marsala">Marsala</a>, diluito con 2/3 dita di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- 2 cucchiaini di <a href="http://www.worldfood.it/tag/prezzemolo">prezzemolo</a><br />
</span></div>
<p>Passare le fette di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vitello">vitello</a> nella farina (infarinare entrambi i lati della carne). Scaldare un po&#8217; di olio in una padella e cuocere il vitello infarinato a fuoco medio-alto, in modo che si abbrustolisca leggermente da ambo i lati.</p>
<p>Una volta che la carne è quasi cotta versare il <a href="http://www.worldfood.it/tag/marsala">Marsala</a> nella padella e aspettare che si addensi leggermente (un paio di minuti saranno sufficienti). Servire con una spruzzata di <a href="http://www.worldfood.it/tag/prezzemolo">prezzemolo</a>.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.about.com">About.com</a></p>
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		<title>Ricetta Cheesecake</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-cheesecake/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 11:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci e dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Burro]]></category>
		<category><![CDATA[Farina]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggio cremoso. Philadelphia]]></category>
		<category><![CDATA[Grasso]]></category>
		<category><![CDATA[Lime]]></category>
		<category><![CDATA[Panna]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>
		<category><![CDATA[Uova]]></category>
		<category><![CDATA[Vaniglia]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cheesecake è una delle torte più famose della tradizione culinaria statunitense: è fatta con base biscottata, crema di formaggio fresco e in alcuni casi con glassa o marmellata di frutta (limone, frutti di bosco…). Gli ingredienti principali di questo piatto sono il formaggio fresco (tipo philadelphia o cottage cheese), lo zucchero, le uova e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/cheesecake.jpg" alt="Cheesecake" />La Cheesecake è una delle torte più famose della tradizione culinaria <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-statunitense">statunitense</a>: è fatta con base biscottata, crema di formaggio fresco e in alcuni casi con glassa o marmellata di frutta (<a href="http://www.worldfood.it/tag/limone">limone</a>, frutti di bosco…). Gli ingredienti principali di questo piatto sono il formaggio fresco (tipo <a href="http://www.worldfood.it/tag/philadelphia">philadelphia</a> o  cottage cheese), lo <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a>, le uova e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a>. La base può essere frolla oppure una base biscottata.<span id="more-1734"></span></p>
<p>La cheesecake era un piatto conosciuto fin dai tempi dell&#8217;antica Grecia. Quando il popolo romano conquistò quello greco, la ricetta passò di mano e divenne &#8220;Placenta&#8221;. Già all&#8217;epoca la placenta era molto simile alla ricetta che conosciamo noi oggi di questa famosa torta e spesso veniva offerta come dono votivo agli dei dei vari templi (meglio una torta che una persona!).</p>
<p>Oggi vi proponiamo le versione al lime di questa buonissima torta….<br />
<br />
Ingredienti:</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
Per la base<br />
- 250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a><br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 230 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/grasso">grasso</a> (o di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> ammorbidito per farla più leggera)<br />
- ½ tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a></p>
<p>Per la crema<br />
- 60 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero"> zucchero</a><br />
- 230 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/formaggio-cremoso">formaggio cremoso</a> fresco (<a href="http://www.worldfood.it/tag/philadelphia">Philadelphia</a> è perfetto)<br />
- 30 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/panna">panna</a> da montare<br />
- 2 cucchiaini di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vaniglia">vaniglia</a><br />
- 2 cucchiaini di succo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lime">lime</a><br />
- La buccia grattata di mezzo lime<br />
- 2 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a></p>
<p></span></div>
<p>Partiamo dalla base. In una ciotola mischiare la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a> e il sale insieme al  grasso, fino a che l&#8217;impasto non sembra &#8220;un biscotto sbriciolato&#8221;. Compattare il tutto in una palla, avvolegerla nella pellicola trasparente e refrigerarla 4 ore.<br />
Una volta trascorso il tempo necessario, estrarre la palla e lavorarla per adattarla ad uno stampo da torta rotondo standard.</p>
<p>Preriscaldare il forno a 170 gradi. In una ciotola sbattere con una frusta elettrica il formaggio, la <a href="http://www.worldfood.it/tag/panna">panna</a>, lo zucchero la buccia e il succo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lime">lime</a> e l&#8217;estratto di vaniglia. Una volta soffice incorporare al mix le <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a>, una alla volta e frustare nuovamente. Trasferire la crema sulla base di biscotto nella tortiera e cuocere in forno per 40 minuti.</p>
<p>Per la decorazione vi consigliamo di usare delle fette di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lime">lime</a> e dei riccioli di buccia dello stesso agrume.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a></p>
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		<title>Ricetta Salsa di Arachidi</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-di-arachidi/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-di-arachidi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 18:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Thailandese]]></category>
		<category><![CDATA[Salse]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Aglio]]></category>
		<category><![CDATA[Arachidi]]></category>
		<category><![CDATA[Latte di cocco]]></category>
		<category><![CDATA[Lime]]></category>
		<category><![CDATA[Olio di sesamo]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe di Cayenna]]></category>
		<category><![CDATA[Salsa di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Salsa di soia]]></category>
		<category><![CDATA[Tamarindo]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero di canna]]></category>

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		<description><![CDATA[La Salsa di Arachidi, o Salsa Satay è un tipo di salsa usata molto nei paesi asiatici, tra cui l&#8217;Indonesia, la Malesia ma soprattutto nella cucina thailandese. Come suggerisce il nome stesso, l&#8217;ingrediente principale di questa salsa sono le arachidi tostate, legume la cui origine viene dai paesi del sudamerica e portato in Cina (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/salsa-di-arachidi.jpg" alt="Salsa di Arachidi" />La Salsa di Arachidi, o Salsa Satay è un tipo di salsa usata molto nei paesi asiatici, tra cui l&#8217;Indonesia, la Malesia ma soprattutto nella <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-thailandese">cucina thailandese</a>.<br />
Come suggerisce il nome stesso, l&#8217;ingrediente principale di questa salsa sono le <a href="http://www.worldfood.it/tag/arachidi">arachidi</a> tostate, legume la cui origine viene dai paesi del sudamerica e portato in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-cinese">Cina</a> (e da lì in tutta l&#8217;Asia) solo a partire dal 1600, e le cui proprietà benefiche per la salute si scoprono giorno dopo giorno<span id="more-1718"></span>: oltre ad essere una ricca fonte di proteine si è scoperto recentemente che le <a href="http://www.worldfood.it/tag/arachidi">arachidi</a> e le noci in generale sono ricche di antiossidanti ed altri agenti chimici molto salutari. Questi studi hanno provato che la quantitià di antiossidanti contenuti nelle arachidi rivaleggia con quello contenuto nelle more e lamponi.<br />
Tornando alla <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salsa</a>, questa viene spesso impiegata come accompagnamento ai Satay, ovvero gli spiedini di <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-pollo">pollo</a> o <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-maiale">maiale</a> tipici della cucina thailandese. Gli ingredienti di questa gustosissima salsa variano da regione a regione e comprendono oltre che ovviamente le arachidi e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-soia">salsa di soia</a> anche il <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte-di-cocco">latte di cocco</a>, lo zenzero, <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> ed altre spezie.<br />
Ma vediamo quindi la ricetta della Salsa di Arachidi più gustosa, adatta per accompagare Satay di carne o pollo.<br />
<br />
Ingredienti:</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 240 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/arachidi">arachidi</a> tostate non salate<br />
- 1/3 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- 2 spicchi di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> sminuzzati<br />
- 1/2 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-soia">salsa di soia</a><br />
- 2 cucchiaini di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-sesamo">olio di sesamo</a><br />
- 2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero-di-canna">zucchero di canna</a><br />
- 2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-pesce">salsa di pesce</a><br />
- 1/2 cucchiaino di pasta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/tamarindo">tamarindo</a> oppure 1/2 cucchiaio di succo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lime">lime</a><br />
- 1/2 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe-di-cayenna">pepe di cayenna</a><br />
- 1/3 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte-di-cocco">latte di cocco</a><br />
</span></div>
<p>Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e frullate fino a che la salsa non risulta omogenea. Se preferite una sala più liquida aggiungete acqua o <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte-di-cocco">latte di cocco</a>.<br />
Assaggiate le salsa e aggiungete <a href="http://www.worldfood.it/tag/salsa-di-pesce">salsa di pesce</a> se non fosse abbastanza salata o più <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe-di-cayenna">pepe di cayenna</a> se non abbastanza piccante. Se invece fosse troppo salata, aggiungete più <a href="http://www.worldfood.it/tag/lime">succo di lime</a>. Se infine fosse poco dolce, aggiungete <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero-di-canna">zucchero di canna</a>.<br />
Servite leggermente riscaldata o comunque a temperatura ambiente e usatela per pucciarci spiedini di carne o anche verdura come sedano o <a href="http://www.worldfood.it/tag/carote">carote</a>. La salsa può anche essere usata come ingrediente per condire dei <a href="http://www.worldfood.it/tag/noodles">noodles</a>. Buon appetito!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.about.com">About.com</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/roboppy/1540022240/">roboppy</a></p>
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		<title>Ricetta Zuppa Vegana di Peperoni Rossi</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-zuppa-vegana-di-peperoni-rossi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 14:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Peruviana]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe e Minestre]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[Sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo deciso di introdurvi alla cucina vegana con una buonissima zuppa di peperoni rossi leggermente piccante. Il veganismo è uno stile di vita che mira ad escludere l’uso di qualsiasi animale o suo prodotto derivato sia per l’alimentazione, ma anche per l’abbigliamento e qualsiasi altro scopo: i vegani sono contrari all’uso e al consumo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/zuppa_vegana_peperoni_rossi.jpg" alt="Zuppa Vegana di Peperoni Rossi" />Oggi abbiamo deciso di introdurvi alla cucina vegana con una buonissima zuppa di <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoni">peperoni</a> rossi leggermente piccante.</p>
<p>Il veganismo è uno stile di vita che mira ad escludere l’uso di qualsiasi animale o suo prodotto derivato sia per l’alimentazione, ma anche per l’abbigliamento e qualsiasi altro scopo: i vegani sono contrari all’uso e al consumo di animali e di loro prodotti come le <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a>, il formaggio, ma anche borse e scarpe di pelle (giusto per fare un esempio).<span id="more-1704"></span> Le ragioni alla base di una scelta di vita vegana sono le più svariate: diritti degli animali, rispetto dell’ambiente, scelta di vita salutista o questioni religiose. Particolare preoccupazione destano, tra la maggior parte dei vegani, i test sugli animali e l’allevamento intensivo, che richiede un “grande spreco” di risorse.<br />
Per i più, i profani, il veganismo rimane un’estremizzazione del vegetarismo.</p>
<p>Diversi sondaggi dimostrano che circa l’1% degli americani sono vegani e lo 0,4% degli inglesi.</p>
<p>Le diete vegane sono considerate ideali per ridurre il rischio di diverse malattie come il cancro al colon, attacchi di cuore, pressione alta, colesterolo fuori controllo, cancro alla prostata e ictus: tutte patologie riscontrabili più facilmente nelle persone che praticano diete ricche di grassi e zuccheri.</p>
<p>E’ molto importante considerare che una dieta vegana non da all’individuo che la pratica il necessario apporto quotidiano di calcio, iodio, vitamine e altro: è infatti consigliato per chi pratica questo tipo di dieta il ricorso a integratori e vitamine.</p>
<p>Ma vediamo la nostra ricetta…<br />
<br />
Ingredienti (per 2 porzioni)</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 1 bel <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoni">peperone</a> rosso grande<br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodoro</a> Roma, spelato e tagliato a dadini<br />
- 60 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a> dolci<br />
- 1 o 2 spicchi di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a>, schiacciati<br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/jalapeno">jalapeño</a>, tritato e privato dei semi<br />
- 120 ml di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio extravergine di oliva</a><br />
- 60 gr di foglie di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cilantro">cilantro</a><br />
- Il succo di mezzo <a href="http://www.worldfood.it/tag/limone">limone</a><br />
- Un pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cumino">cumino</a> (secondo gusto)<br />
- Un pizzico di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> (anche qui secondo gusto)<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">Pepe</a><br />
- ½ <a href="http://www.worldfood.it/tag/avocado">avocado</a><br />
</span></div>
<p>Mettere tutti gli ingredienti sopracitati, tranne l’<a href="http://www.worldfood.it/tag/avocado">avocado</a>, in un frullatore. Far andare il tutto per alcuni minuti, fino a che il composto non diventa cremoso ed omogeneo. Una volta pronto il mix, aggiustarlo di sale e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a> (se necessario) e poi refrigerarlo.</p>
<p>Prima di servire, tagliare mezzo avocado e aggiungerlo alla zuppa. Frullare nuovamente il tutto e servire.</p>
<p>Consiglio: l’aggiunta di avocado finale serve a rendere ancora più cremosa la zuppa prima di servirla.</p>
<p>fonti: <a href="http://www.vegweb.com">Vegweb</a>, <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/moxlux/2928998997/">moxlux</a></p>
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		<title>Birra Weiss</title>
		<link>http://www.worldfood.it/birra-weiss/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 17:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birre]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Frumento]]></category>
		<category><![CDATA[Luppolo]]></category>
		<category><![CDATA[Malto]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[La Weiss è un tipo di birra prodotta dalla fermentazione del grano, ingrediente preponderante di questa ricetta. L’aggettivo “bianca” non viene ovviamente utilizzato per il colore della birra, che è invece biondo torpido, ma è riferito bensì al colore candido della schiuma che si ottiene durante la fermentazione. La consistenza di questo tipo di birra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/birra_weiss.jpg" alt="Birra Weiss" />La Weiss è un tipo di <a href="http://www.worldfood.it/category/bevande/birre">birra</a> prodotta dalla fermentazione del grano, ingrediente preponderante di questa ricetta. L’aggettivo “bianca” non viene ovviamente utilizzato per il colore della birra, che è invece biondo torpido,  ma è riferito bensì al colore candido della schiuma che si ottiene durante la fermentazione. La consistenza di questo tipo di birra è più denso e cremoso di una normale Ale (famiglia a cui questa bevanda appartiene) e il sapore risulta essere più dolciastro.<span id="more-1697"></span></p>
<p>Inizialmente questa birra è nata in Bavaria e si chiamava Weizenbier (ovvero Birra di <a href="http://www.worldfood.it/tag/frumento">Frumento</a>) e solo successivamente, per i motivi sopracitati ma anche per assonanza, venne ribattezzata Weissbier.</p>
<p>Essendo uno degli primi alimenti ad essere coltivati nell&#8217;antichità, non stupisce come questo tipo di bevanda divenne popolare già agli albori della civiltà. I riferimenti storici divennero via via sempre meno nebulosi intorno al 16esimo secolo, quando in Bavaria iniziaro a sorgere le prime case di produzione di Birra di Frumento.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;accostamento con i cibi, la Birra Weiss non ha eguali. Il sapore dolciastro unito al leggero retrogusto amarognolo, il basso contenuto di anidride carbonica, la lieve acidità e il deciso gusto fruttato la rendono una bevanda consigliata per accompagnare qualunque tipo di pasto, specialmente d&#8217;estate. Alcuni consigli: accompagnatela a un brunch a base di <a href="http://http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/bacon">bacon</a>, oppure ad una bella insalatona condita.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.allaboutbeer.com/">All About Beer Magazine</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/timony/2469937728/">bettlebrox</a></p>
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		<title>Tè Karkadè</title>
		<link>http://www.worldfood.it/te-karkade/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/te-karkade/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Egiziana]]></category>
		<category><![CDATA[Tè e Tisane]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Ibisco]]></category>
		<category><![CDATA[Ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Karkadè è un infuso molto famoso che si ricava dai fiori dell&#8217;ibisco. Il suo colore è rosso intenso e ha un sapore molto gradevole. E&#8217; conosciuto a molti per le sue proprietà diuretiche ed è un antisettico urinario. Ha anche proprietà digestive, regolarizza la funzionalità epatica, ma è anche una bevanda anti-infiammatoria, lenitiva, vitaminizzante. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/te_karkade.jpg" alt="Tè Karkadè" />Il Karkadè è un <a href="http://www.worldfood.it/category/bevande/te-e-tisane">infuso</a> molto famoso che  si ricava dai fiori dell&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/ibisco">ibisco</a>. Il suo colore è rosso intenso e ha un sapore molto gradevole.</p>
<p>E&#8217; conosciuto a molti per le sue proprietà diuretiche ed è un antisettico urinario. Ha anche proprietà digestive, regolarizza la funzionalità epatica, ma è anche una bevanda anti-infiammatoria, lenitiva, vitaminizzante.<span id="more-1479"></span> Si può addirittura usare per problemi di stipsi e grazie alla presenza degli antociani (pigmenti colorati presenti in diversi fiori e frutti) che la rendono una pianta angioprotettiva.<br />
Avendo parlato nel passato dell&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/te-earl-grey/">Earl Grey</a>, il cui consumo prolungato e costante può provare problemi, oggi bilancio: vi propongo quindi il decotto perfetto per curare un sacco di mali e dolorini, che potrete bere a profusione…anzi che è consigliabile bere a profusione! Unico effetto collaterale, per alcuni un consumo eccessivo potrebbe risultare lassativo…ma come in tutte le cose un giusto mezzo si trova sempre!</p>
<p>Era molto consumato anche in Italia qualche tempo fa: era considerato un prodotto coloniale, arrivato nel nostro paese dopo il periodo delle conquiste europee del diciottesimo secolo. Durante il periodo proibizionista in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-statunitense">America</a>, invece spesso era usato al posto del vino per l&#8217;aspetto esteticamente molto simile. Attualmente è una bevanda molto consumata in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-egiziana">Egitto</a>, dove viene servita sia fredda che calda ed è molto indicata per combattere la disidratazione e la sete durante il caldo &#8220;faraonico&#8221; egiziano. E&#8217; tornato in auge grazie anche alla moda delle diete salutiste, che lo consigliano per tutte le sue proprietà benefiche.</p>
<p>Ma vediamo come si prepara&#8230;<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 130 gr di petali di <a href="http://www.worldfood.it/tag/ibisco">ibisco</a><br />
- 1 litro di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">Zucchero</a> (a seconda dei gusti)<br />
</span>
</div>
<p>Mettere i petali di <a href="http://www.worldfood.it/tag/ibisco">ibisco</a> a bagno in un pentolino con acqua. Portare a ebollizione e mescolare per 5 minuti. Lasciare raffreddare e filtrare in un brocca. Lo <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a> è a seconda del gusto personale, è quindi consigliabile dividere l&#8217;infuso in tazze e zuccherare a piacere.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/tbridge/21808564/">tbridge</a></p>
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		<title>Ricetta Zuppa di Miso</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-zuppa-di-miso/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-zuppa-di-miso/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 12:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppe e Minestre]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Alga konbu]]></category>
		<category><![CDATA[Kezuri-bushi]]></category>
		<category><![CDATA[Miso]]></category>
		<category><![CDATA[Porri]]></category>
		<category><![CDATA[Tofu]]></category>

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		<description><![CDATA[La Zuppa di Miso è una tradizionale zuppa giapponese, fatta con un tipo di brodo chiamato &#8220;dashi&#8221; nel quale viene disciolata della pasta di miso. Nonostante solo questi ingredienti siano necessari per fare la Zuppa di Miso, molti altri possono essere aggiunti a piacere. Nel dettaglio, il Dashi non è altro che un tipo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/zuppa_di_miso.png" alt="Zuppa di Miso" />La Zuppa di Miso è una tradizionale zuppa <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-giapponese">giapponese</a>, fatta con un tipo di brodo chiamato &#8220;dashi&#8221; nel quale viene disciolata della pasta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/miso">miso</a>. Nonostante solo questi ingredienti siano necessari per fare la Zuppa di Miso, molti altri possono essere aggiunti a piacere.</p>
<p>Nel dettaglio, il Dashi non è altro che un tipo di brodo che costutuisce la base di molte ricette nella tradizione nipponica, ed è fatto con acqua, <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a>, erba cipollina o meglio <a href="http://www.worldfood.it/tag/porri">porri</a> e soprattutto un tipo di alga chiamata alga konbu.<span id="more-1407"></span> Il miso invece è una pasta ricavata dalla fermentazione della soia gialla con del sale marino, a cui viene spesso aggiunto un tipo di cereale, che può essere orzo o <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a>.</p>
<p>In Giappone, il miso venne introdotto dai monaci buddisti intorno al 7mo secolo. Il processo di creazione del miso fu via via perfezionato e divenne ben presto alimento molto importante nella dieta dei samurai. Nel corso dei secoli, furono sviluppate diverse forme di miso, spesso prendendo il nome dalle province dove queste varianti venivano originate; risulta perciò chiaro il motivo per cui oggigiorno il <a href="http://www.worldfood.it/tag/miso">miso</a> è uno degli cibi più comuni ed apprezzati in tutto il Giappone e non solo. Tale ingrediente (e di conseguenza tutti i suoi derivati, come appunto la Zuppa di Miso) ha raggiunto tale popolarità da essere ritenuto, secondo la mitologia locale, un dono fatto all&#8217;umanità dagli dei, portatore di salute, longevità e felicità.</p>
<p>Vediamo ora la preparazione della Zuppa di Miso in una delle sue forme più classiche.<br />
<br />
Ingredienti per 3 persone</p>
<div class="box2">
Ingredienti per il dashi<br />
<span style="font-style: italic;"><br />
- 200 ml di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- 5 cm di <a href="http://www.worldfood.it/tag/alga-konbu">alga konbu</a><br />
- 10 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/kezuri-bushi">Kezuri-bushi</a> (scaglie di tonno essiccato. Nota: l&#8217;aggiunta di questo ingrediente è facoltativa per i vegetariani!)<br />
</span>
</div>
<p>Preparazione del Dashi</p>
<p>Pulire il pezzo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/alga-konbu">alga konbu</a> con un panno (è importante non lavarla, ma solo pulirla), quindi immergetela in una pentola fonda con l&#8217;acqua (non tutta, tenetevi da parte un bicchierino) e tenetela a fuoco lento per 30 minuti.</p>
<p>Estraete ora l&#8217;alga, aggiungete il bicchiere di acqua che avete tenuto da parte e le scaglie di tonno essiccato (<a href="http://www.worldfood.it/tag/kezuri-bushi">Kezuri-bushi</a>). Una volta portato a ebollizione togliete la pentola del fuoco ed attendete fino a quando le scaglie non si saranno depositate sul fondo.</p>
<p>Come ultima cosa filtrate il brodo in una terrina con un colino.</p>
<div class="box2">
Ingredienti per la Zuppa di Miso<br />
<span style="font-style: italic;"><br />
- Il brodo dashi appena fatto<br />
- 1 pezzo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/tofu">tofu</a> (formaggino di soia)<br />
- 3-4 cucchiai di pasta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/miso">miso</a><br />
- 60 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/porri">porri</a> tagliati a pezzetti<br />
</span>
</div>
<p>Preparazione della Zuppa di Miso</p>
<p>Prendete il dashi e fatelo bollire in una pentola. Tagliate il <a href="http://www.worldfood.it/tag/tofu">tofu</a> a cubetti piccoli e metteteli per qualche minuto nel brodo a fuoco lento. Prendete qualche cucchiaiata del brodo e scioglieteci la pasta di miso.</p>
<p>Man mano che avrete sciolto tutta la pasta di miso rimettetela nel brodo. Quando l&#8217;avrete aggiunta tutta, mescolate gentilmente il tutto per qualche istante, facendo molta attenzione che il brodo non venga portato a ebollizione dopo che è stata aggiunta la pasta di miso. A questo punto spegnete la fiamma ed aggiungete i porri tagliati a pezzetti.</p>
<p>Buon appetito!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.about.com">About.com</a>, <a href="http://www.soya.be/">Soya</a></p>
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		<title>Ricetta Fish and Chips</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-fish-and-chips/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-fish-and-chips/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 22:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Aceto di vino]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Bicarbonato]]></category>
		<category><![CDATA[Farina]]></category>
		<category><![CDATA[Merluzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Olio di sesamo]]></category>
		<category><![CDATA[Patate]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il famoso piatto Fish and Chips, tipico da fast-food, ha avuto origine nel Regno Unito. Come il nome suggerisce, è fatto con pesce fritto (fish) impanato e patate fritte (chips). Avendo avuto origine nel diciannovesimo secolo, tale piatto risulta essere molto famoso e apprezzato dagli abitanti dei paesi colonizzati dagli inglesi in quel periodo, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/fish_and_chips.jpg" alt="Fish and Chips" />Il famoso piatto Fish and Chips, tipico da fast-food, ha avuto origine nel <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-inglese">Regno Unito</a>. Come il nome suggerisce, è fatto con pesce fritto (fish) impanato e <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> fritte (chips).</p>
<p>Avendo avuto origine nel diciannovesimo secolo, tale piatto risulta essere molto famoso e apprezzato dagli abitanti dei paesi colonizzati dagli inglesi in quel periodo, come ad esempio l&#8217;Australia e la <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-neozelandese">Nuova Zelanda</a>.<span id="more-1401"></span> Ma vediamo più nel dettaglio le origini della pietanza: il Fish and Chips è nato nella parte sud occidentale dell&#8217;Inghilterra. In concomitanza con lo sviluppo della pesca nel mare del nord, il piatto divenne molto popolare tra gli appartenenti alla classe dei lavoratori in quanto molto economico.</p>
<p>Infatti, se nella prima metà del novecento il pesce veniva commercializzato nel Inghilterra meridionale solo grazie alle richieste di ricchi e aristocratici, con la caduta dei prezzi del trasporto su rotaia il costo del pesce divenne più che accessibile anche alle classi più basse. Anche la tradizione di friggere le <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> ebbe origine più o meno nello stesso periodo: Charles Dickens nel suo &#8220;Storia di due Città&#8221;, ne descrive la preparazione.</p>
<p>A quanto si dice, l&#8217;abitudine di mangiare pesce e patate fritte insieme, dando così vita al Fish and Chips venne dall&#8217;unione di piccoli ristoranti: quelli che cucinavano le patate fritte, originatisi in Scozia, con quelli che vendevano pesce fritto, nati nel sud dell&#8217;inghilterra.</p>
<p>La scelta del pesce, ricade sul merluzzo o <a href="http://www.worldfood.it/tag/eglefino">eglefino</a>, anche se in altri paesi vengono preferiti platessa o razza. Per quanto riguarda l&#8217;impanatura, esistono due scuole di pensiero: chi preferisce il <a href="http://www.worldfood.it/tag/pan-grattato">pan grattato</a> e chi invece preferisce una panatura a base di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a>.</p>
<p>Ma vediamo ora la ricetta del Fish and Chips nella sua variante più classica.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 4 <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-sesamo">Olio</a> per frittura<br />
- 450 gr di filetto di <a href="http://www.worldfood.it/tag/merluzzo">merluzzo</a><br />
- 600 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a><br />
- 1/2 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 1/2 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/bicarbonato">bicarbonato</a> di sodio<br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aceto-di-vino">aceto</a><br />
- 1/2 litro di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
</span></div>
<p>Tagliate le <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> per il lungo in pezzi non troppo sottili. Scaldate l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-sesamo">olio</a> in una friggitrice e friggete le patate avendo cura che non si attacchino tra di loro. Friggetele per 5 minuti circa, fino a quando non risultino ben dorate, quindi estraetele dalla friggitrice ed adagiatele su dei tovaglioli di carta, così da assorbirne l&#8217;olio.</p>
<p>Tagliate ora i filetti di <a href="http://www.worldfood.it/tag/merluzzo">merluzzo</a> in due parti, sempre per il lungo ed asciugateli con l&#8217;aiuto di un fazzoletto di carta. Mischiate la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a> e il sale. Mischiate l&#8217;aceto e il bicarbonato di sodio e questo punto aggiungete il composto alla farina e l&#8217;acqua, mescolando il tutto in un recipiente fino a quando non diventa una pastella omogenea.</p>
<p>Ora preparate una padella e scaldate dell&#8217;olio. Inzuppate bene i filetti nella pastella e friggete il pesce in padella per circa 3 minuti, fino a quando non risulti ben dorato su entrambi i lati, quindi asciugate su un fazzoletto di carta.</p>
<p>A questo punto, scaldate le <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> al forno per qualche minuto e servire.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.recipezaar.com">Recipezaar</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/andy_j_crowder/2310879346/">andy_j_crowder</a></p>
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		<title>Tè di Ceylon</title>
		<link>http://www.worldfood.it/te-di-ceylon/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 19:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Cingalese]]></category>
		<category><![CDATA[Tè e Tisane]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Latte]]></category>
		<category><![CDATA[Tè di Ceylon]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ceylon è una varietà di tè nero coltivata in Sri Lanka: questo paese infatti fino al 1972 si chiamava Ceylon. E&#8217; una varietà di tè con forti accenti agrumati e si usa sia sola che in miscela. La sua particolarità è quella di essere un tè coltivato a diverse altitudini, diversi livelli di altezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/te_di_ceylon.jpg" alt="Tè di Ceylon" />Il Ceylon è una varietà di tè nero coltivata in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-cingalese">Sri Lanka</a>: questo paese infatti fino al 1972 si chiamava Ceylon. E&#8217; una varietà di tè con forti accenti agrumati e si usa sia sola che in miscela. La sua particolarità è quella di essere un tè coltivato a diverse altitudini, diversi livelli di altezza dal mare che conferiscono aromi diversi alle foglie di questa pregiatissima varietà.<span id="more-1322"></span></p>
<p>La produzione di questo the orientale risale alla fine del novecento, quando in  Sri Lanka si diffuse un batterio mortale chiamato Hemileia, che distrusse le monocolture di caffè dell&#8217;isola. Da quel momento in avanti, i coltivatori decisero che la diversificazione della produzione li avrebbe salvati: così se un altro fungo avesse colpito il caffè avrebbero potuto puntare su altre colture e su altre produzioni…decisero per il tè. Perché? James Taylor, esperto e coltivatore di tè di fama mondiale, aveva da lungo tempo deciso di provare la coltivazione delle foglie della preziosa bevanda proprio nel paese asiatico, come direbbero in economia: un perfetto incontro tra domanda e offerta.  Dopo diversi esperimenti…il Ceylon vide la luce!</p>
<p>Questa varietà di tè si divide in 3 sottocategorie geografiche, che fanno riferimento alla zona di produzione: Upcountry, Midcountry e Lowcountry.</p>
<p>La tradizione di questo tè è così importante per lo Sri Lanka che ogni confezione di Ceylon prodotto all&#8217;interno del paese reca il &#8220;logo del Leone&#8221;, emesso da un&#8217;autorità competente e che certifica che tutto il processo produttivo del tè ha seguito degli standard di riferimento ben precisi, un po&#8217; come il nostro DOC/DOP per intenderci!</p>
<p>Un consiglio da intenditori…il tè di Ceylon è meglio consumarlo con una punta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a>!</p>
<p>Vediamo quindi alcuni consigli sulla preparazione:<br />
<br />
Scaldare un litro di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> fino al primo leggero bollore, (per chi usa un bollitore prima che fischi). Spegnere la fiamma e immergere 3 bustine o 3 infusiori) di the di ceylon per 3-5 minuti: il tempo di infusione è sempre una questione di gusti.  Se invece fate scaldare l&#8217;acqua e poi servite in tazza…una bustina per ogni tazza!</p>
<p>Una punta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a> freddo per completare!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.exploresrilanka.com/">Explore Sri Lanka</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/admaust/3114385435/">drewmaust</a></p>
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		<title>Ricetta Tacchino Ripieno</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-tacchino-ripieno/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-tacchino-ripieno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 23:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Statunitense]]></category>
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		<description><![CDATA[I piatti natalizi sono solitamente molto lunghi da preparare e molto elaborati e noi quest’anno abbiamo deciso di non sottrarci a questa tradizione e di proporvi un bel tacchino ripieno. Il Tacchino Ripieno, o “stuffed turkey” è generalmente il piatto che gli americani consumano durante il Giorno del Ringraziamento, ma che è diventato con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/tacchino_ripieno.jpg" alt="Tacchino Ripieno" />I piatti natalizi sono solitamente molto lunghi da preparare e molto elaborati e noi quest’anno abbiamo deciso di non sottrarci a questa tradizione e di proporvi un bel tacchino ripieno.<br />
Il Tacchino Ripieno, o “stuffed turkey” è generalmente il piatto che gli <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-statunitense">americani</a> consumano durante il Giorno del Ringraziamento, ma che è diventato con il passare del tempo uno dei classici delle feste, che proprio il Thanksgiving (che si celebra a fine novembre) inaugura.<span id="more-1334"></span><br />
L’origine di questo piatto l’avrete sicuramente sentita almeno una volta nella vostra vita. Quando i Padri Pellegrini (Pilgrim Fathers) arrivarono nelle Americhe dall’Europa, decisero che per ringraziare la buona sorte e dio per averli fatti arrivare sani e salvi avrebbero ucciso e mangiato un tacchino. E’ comprensibile come allora, coloro che intraprendevano questo viaggio fossero grati di essere arrivati: la maggior parte di quelli che partivano infatti spesso non arrivava alla meta; l’attraversata dell’Oceano a quei tempi non era una passeggiata di salute!<br />
La tradizione di “ringraziare” (inglese: to thank, da qui Thanksgiving) era però già diffusa in Europa prima della scoperta dell’America: all’epoca il tacchino, o il volatile di turno, veniva riempito di frutta e granaglie. Quando i migranti si sono spostati dall’Europa al <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-canadese">Canada</a> e agli Stati Uniti hanno portato con loro questa tradizione.<br />
Ma partiamo con la ricetta…che oggi è un po’ più complessa del solito! Premessa: procuratevi un ago grande, del filo spesso e un termometro da forno per questa preparazione: la cottura del tacchino è una brutta bestia!</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo piatto:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
Tacchino<br />
- 1 bel <a href="http://www.worldfood.it/tag/tacchino">tacchino</a> (vuoto possibilmente…fatevelo pulire dal macellaio piuttosto)<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">Sale</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
- Erbe secche: <a href="http://www.worldfood.it/tag/salvia">salvia</a>, <a href="http://www.worldfood.it/tag/timo">timo</a>, polvere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> e di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">Olio</a> Vegetale</span></p>
<p>Ripieno (stuffing)<br />
- ¾ di tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- 4 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a>, tagliate<br />
- 4 <a href="http://www.worldfood.it/tag/sedano">sedani</a>, tagliati<br />
- 4 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/salvia">salvia</a> secca<br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/maggiorana">maggiorana</a><br />
- 1 cucchiaino di timo secco<br />
- 14 tazze di pan grattato</p>
<p>Salsa (gravy)<br />
- 1 cucchiaino di polvere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 1 tazza e mezza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> calda<br />
- 4 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- ½ tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> fredda<br />
- 2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/fecola-di-patate">fecola</a></div>
<p>Per cominciare bisogna lavare accuratamente il <a href="http://www.worldfood.it/tag/tacchino">tacchino</a> con abbondante acqua e togliere eventuali pezzi di grasso rimasti. Asciugare molto attentamente sia l’esterno che la cavità interna del tacchino. Cospargere quest’ultima di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> e pepe e tenere da parte.<br />
Nel frattempo in una padella si prepara il ripieno. Sciogliere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> e far soffriggere le cipolle e il <a href="http://www.worldfood.it/tag/sedano">sedano</a> con le erbe secche per almeno 10-15 minuti. Una volta tolta la padella dal fuoco, aggiungere il pan grattato al composto e mescolare il tutto in una ciotola.</p>
<p>Farcire a questo punto il tacchino, magari con l’ausilio di guanti di lattice. Con un grosso ago cucire insieme le due gambe e la coda, per impedire al ripieno di fuoriuscire durante la cottura. Infornare il tutto a 160 gradi coperto con un foglio di stagnola, due dita di olio nella casseruola e una spruzzata delle varie erbe secche. Per il tempo di cottura (che molto spesso dipende dalle dimensioni del tacchino), infilare il termometro da forno all’interno di una delle cosce del tacchino, facendo attenzione che il punteruolo non tocchi nessun osso: cuocere fino a che il termometro non da come temperatura interna del volatile 80 gradi. Per una verifica più precisa, la temperatura del ripieno dovrebbe aggirarsi intorno ai 73 gradi (per il ripieno vi basterà infilzare profondamente il volatile in corrispondenza del petto, dove sotto c’è la cavità ripiena).</p>
<p>Nel frattempo, preparare il Gravy. Sciogliere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> in una padella e aggiungere la polvere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a> e il sale con un po’ d’acqua. A parte  mischiare l’acqua fredda con la <a href="http://www.worldfood.it/tag/fecola-di-patate">fecola</a> e poi versare il tutto nella padella. Far andare finché non si addensa.<br />
Per servire il tutto vi consigliamo un bel purè, il parente nostrano delle mashed potatoes, con cui questo piatto viene generalmente servito.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.about.com">About.com</a>, <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://allrecipes.com/">Allrecipes</a>, <a href="http://www.inglewoodcarecentre.com/">Inglewood Care Center</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/allthingschill/462171444/">Special*Dark</a></p>
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		<title>Ricetta Biscotti allo Zenzero</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-biscotti-allo-zenzero/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-biscotti-allo-zenzero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 17:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci e dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Bicarbonato]]></category>
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		<category><![CDATA[Farina per dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Melassa]]></category>
		<category><![CDATA[Mix di spezie]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>
		<category><![CDATA[Zenzero]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero di canna]]></category>

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		<description><![CDATA[I biscotti allo zenzero sono un classico delle feste natalizie, specialmente di quelle tedesche e anglosassoni, anche se sono ormai famosi ovunque. A Natale, i biscotti allo zenzero si fanno di tutte le forme: alberi, palline dell’albero, stelle e anche “ginger man”, il classico omino di pan pepato decorato con coloranti alimentari. Proprio il “ginger [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/biscotti_allo_zenzero.jpg" alt="Biscotti allo Zenzero" />I biscotti allo <a href="http://www.worldfood.it/tag/zenzero">zenzero</a> sono un classico delle feste natalizie, specialmente di quelle tedesche e anglosassoni, anche se sono ormai famosi ovunque. A Natale, i biscotti allo zenzero si fanno di tutte le forme: alberi, palline dell’albero, stelle e anche “ginger man”, il classico omino di pan pepato decorato con coloranti alimentari.<span id="more-1330"></span></p>
<p>Proprio il “ginger man”è stato reso famoso dal film di animazione della Disney Shrek, che nel secondo episodio della serie aiuta l’orco più buono del cinema ad assaltare il castello di “Faraway” (molto lontano), per salvare la principessa Fiona dalla grinfie del Principe Azzurro e della Fata Madrina.</p>
<p>L’origine di questo tipo di dolce è abbastanza complessa. Lo <a href="http://www.worldfood.it/tag/zenzero">zenzero</a> infatti è una spezie orientale che è arrivata nel Vecchio Continente, grazie ai crociati di ritorno dalle loro guerre sante tra l’undicesimo  e il dodicesimo secolo. Furono poi gli inglesi, qui in Europa, a ideare e preparare con questa spezia particolare una serie di dolci. Circa 200 anni dopo poi, con l’aggiunta di pan grattato, l’impasto per i biscotti allo zenzero (e per tutti gli altri tipi di preparazione a base di questa spezia) cosi come lo conosciamo noi, vide la luce.</p>
<p>Tradizionalmente i biscotti allo zenzero vengono serviti con il porto, un vino liquoroso dolciastro e spesso sono arricchiti con <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>, noci oppure <a href="http://www.worldfood.it/tag/uva-passa">uva passa</a>.</p>
<p>Oggi vi proponiamo la ricetta classica dei biscotti allo zenzero, l’ideale sarebbe se riusciste a procurarvi delle formine natalizie per fare biscotti ancora più carini sotto le feste. Vi serviranno, per decorare poi, dei coloranti alimentari e magari delle perline (commestibili) o degli Smarties&#8230;quello che volete purchè sia creativo! E’ una bella ricetta che nella parte decorativa dei biscotti potrebbe piacere molto ai bambini!</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questi famosi biscotti:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 1/3 di tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> (o margarina se preferite)<br />
- 1 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero-di-canna">zucchero di canna</a><br />
- 1 tazza e mezza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/melassa">melassa</a><br />
- ½ tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> fredda<br />
- 6 tazze e mezza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-per-dolci">farina per dolci</a><br />
- 1 cucchiaino e mezzo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cannella">cannella</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/chiodo-di-garofano">chiodo di garofano</a><br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/mix-di-spezie">spezie miste</a> (in commercio esistono mix già pronti)<br />
- 1 cucchiaio e mezzo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zenzero">zenzero</a><br />
- 2 cucchiaini di <a href="http://www.worldfood.it/tag/bicarbonato">bicarbonato</a> di sodio<br />
- 3 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a> calda<br />
</span>
</div>
<p>In una ciotola mischiare il <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a>, lo zucchero di canna e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/melassa">melassa</a> con mezza tazza di acqua calda.</p>
<p>In un’altra ciotola versare tutti gli ingredienti solidi della lista (<a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a> e le varie spezie) e poi aggiungerli al composto appena preparato di melassa, <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero-di-canna">zucchero di canna</a> e burro.</p>
<p>Sciogliere quindi il bicarbonato di sodio in 3 cucchiai di acqua e versare il tutto nel composto. Lasciare quindi l’impasto a riposare per almeno 3 ore.</p>
<p>Verso la fine del tempo necessario di riposo della pasta, scaldare il forno a 180 gradi. A questo punto stendere, con l’ausilio di un matterello ( e qualche cucchiaio di farina) l’impasto e poi tagliare i biscotti delle forme che si preferisce…delle formine già pronte sarebbero l’ideale! Io suggerisco il ginger man, un classico di natale e uno dei miei preferiti.</p>
<p>Trasferire i biscotti delle forme realizzate su un foglio di carta da forno e infornare per almeno un quarto d’ora. Una volta cotti aspettare che si raffreddino e decorarli con i coloranti alimentari e con gli Smarties, M&amp;M’s o l’<a href="http://www.worldfood.it/tag/uva-passa">uva passa</a>….</p>
<p>Insomma sbizzarritevi…fate volare la fantasia!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.recipezaar.com">Recipezaar</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/96434059@N00/347468777/">sheilaz413</a></p>
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		<item>
		<title>Ricetta Salsa Barbecue</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-barbecue/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-salsa-barbecue/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 17:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Salse]]></category>
		<category><![CDATA[Aceto di mele]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Aglio]]></category>
		<category><![CDATA[Cipolle]]></category>
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		<category><![CDATA[Pepe di Cayenna]]></category>
		<category><![CDATA[Senape]]></category>
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		<description><![CDATA[La Salsa Barbecue (chiamata anche salsa BBQ) è un condimento tipico della cucina americana, la cui consistenza può variare dal liquido al più denso. Come il nome stesso suggerisce, la salsa fu creata come accompagnamento ai cibi grigliati al barbecue. Anche se applicabile a qualsiasi pietanza, la si usa prevalentemente per la carne (maiale, costolette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/salsa_barbecue.jpg" alt="Salsa Barbecue" />La Salsa Barbecue (chiamata anche salsa BBQ) è un condimento tipico della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-statunitense">cucina americana</a>, la cui consistenza può variare dal liquido al più denso. Come il nome stesso suggerisce, la <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salsa</a> fu creata come accompagnamento ai cibi grigliati al barbecue. Anche se applicabile a qualsiasi pietanza, la si usa prevalentemente per la carne (<a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-maiale">maiale</a>, costolette di manzo e <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-pollo">pollo</a>). Più raramente (come ad esempio ci insegnano catene di fast-food come McDonald&#8217;s o Burger King), viene usata come salsa per le patatine fritte o anelli di cipolla.<span id="more-1294"></span></p>
<p>Ci sono diversi tipi di Salsa Barbecue, i cui sapori variano dall&#8217;aspro al dolce, dall&#8217;affumicato al piccante. Più avanti vedremo la preparazione di quella ritenuta tra le più diffuse ed apprezzate: la Salsa Barbecue stile Saint Louis.</p>
<p>Dire quali siano le origini esatte della salsa è difficile: alcuni ne collocano la nascita intorno alla fine del 15esimo secolo, quando Cristoforo Colombo portò dalle americhe una versione primitiva della salsa usata per cucinare carne di alpaca; altri affermano invece che i primi farne uso furono i primi coloni americani nel 17esimo secolo. Dopo allora ci furono menzioni di essa nella letteratura inglese e <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-francese">francese</a> per i due secoli successivi. L&#8217;unica cosa certa è che la prima Salsa Barbecue commercializzata fu quella della Louis Maull co., nel 1923, anche se la prima ad essere distribuita su tutto il territorio americano fu quella della famosissima Heinz (quella del ketchup, tanto per intenderci).</p>
<p>Ecco quindi la ricetta della Salsa Barbecue, nella sua variante di Saint Louis, che risulta essere leggermente più liquida e piccante.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 2 tazze di <a href="http://www.worldfood.it/tag/ketchup">ketchup</a><br />
- 1/2 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- 1/2 tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aceto-di-mele">aceto di mele</a><br />
- 1/4 di tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero-di-canna">zucchero di canna</a><br />
- 3 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/senape">senape</a><br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a> tagliata molto fine<br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> sminuzzato<br />
- 1 cucchiaino di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe-di-cayenna">pepe di cayenna</a><br />
</span>
</div>
<p>La preparazione di questa salsa è davvero molto semplice: mescolare tutti gli ingredienti in un padellino e mettete il tutto a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto e facendo bollire per 20 minuti. Ricordatevi che la salsa non deve essere densa, ma neanche troppo liquida. A questo punto toglietela dal fuoco dopo averla riposta in un contenitore adatto conservatela pure in frigo. Ultimo suggerimento: la salsa dà il meglio se lasciata riposare un giorno.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.about.com">About.com</a></p>
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		<title>Ricetta Polenta Taragna</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-polenta-taragna/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-polenta-taragna/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 17:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Bitto]]></category>
		<category><![CDATA[Burro]]></category>
		<category><![CDATA[Farina di grano saraceno]]></category>
		<category><![CDATA[Farina gialla]]></category>
		<category><![CDATA[Formaggio valtellinese]]></category>
		<category><![CDATA[Sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di inverno e in Italia, soprattutto al Nord, è il momento degli spezzatini, degli stracotti e delle salsicce. E cosa c’è di meglio della polenta per accompagnare questi piatti? Direi niente. E allora che cos’è la polenta esattamente? E’ un metodo di cottura delle farine di cereali, molto diffuso nel Nord e nel Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/polenta_taragna.jpg" alt="Polenta Taragna" />Tempo di inverno e in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Italia</a>, soprattutto al Nord, è il momento degli spezzatini, degli stracotti e delle salsicce. E cosa c’è di meglio della polenta per accompagnare questi piatti? Direi niente.</p>
<p>E allora che cos’è la polenta esattamente? E’ un metodo di cottura delle farine di cereali, molto diffuso nel Nord e nel Centro Italia ma anche in diversi paesi dell’ex Jugoslavia. Questo piatto si può fare con diverse farine, tra quelle più famose: <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a> gialla (farina di mais), quella bianca (mais bianco o miglio), farina di grano saraceno e di fagioli.<span id="more-1264"></span> La tradizione italiana vuole che la polenta sia cotta in un paiolo di rame per lungo tempo, mescolando costantemente: per la ricetta perfetta infatti in molti consigliano di utilizzare “gli arnesi” della tradizione!</p>
<p>Questo piatto ha origine antichissime e soprattutto contadine. Fu Cristoforo Colombo a portare il “Mahiz” (granoturco ovviamente) dal suo viaggio nel Nuovo Mondo, insieme a tutta una serie di altri prodotti a noi ancora sconosciuti come patate, fagioli, pomodori e cacao. Gli indigeni usavano questi preziosi semi di Mahiz per farci della farina, che veniva utilizzata per preparare polente arricchite con carne o con <a href="http://www.worldfood.it/tag/pesce">pesce</a> o con <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salse</a>.</p>
<p>Nonostante il mondo occidentale abbia la prerogativa di essere il migliore (solo dal suo punto di vista ovviamente), gli indigeni ci mostrano questa volta il contrario: l’aggiunta di carne e altre pietanza alla polenta è infatti un’idea geniale perché evitava alle popolazioni antiche di quei luoghi di ammalarsi di pellagra, malattia invece che ha flagellato i nostri antenati del Nord che consumavano solo ed esclusivamente polenta nei periodi di carestie.</p>
<p>(Un po’ di cultura…da Wikipedia. “La pellagra è una malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, in particolare niacina (vitamina PP), o di triptofano, amminoacido necessario per la sua sintesi. Questa vitamina è presente in genere nei prodotti freschi: latte, verdure, cereali. È una patologia frequente tra le popolazioni che facevano della polenta di sorgo o di mais il loro alimento base.”)</p>
<p>Oggi vi presentiamo la polenta taragna, ricetta tipica della cucina valtellinese, del bergamasco e del bresciano: una polenta con il formaggio (possibilmente valtellinese, tipo Bitto). Questo tipo di polenta deve il suo nome al “tarel”, l’attrezzo di legno che veniva usato anticamente per mescolarla nel paiolo durante la cottura. Il suo particolare colore scuro è dovuto alla miscela di grano saraceno e di farina di mais. A differenza della polenta concia, in cui il formaggio viene sciolto direttamente nel piatto con il calore della polenta, per la taragna il formaggio viene incorporato prima della fine della cottura.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo piatto:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 350 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a><br />
- 250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-gialla">farina gialla</a><br />
- 600 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/formaggio-valtellinese">formaggio valtellinese</a> (tipo <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">Bitto</a>)<br />
- 700 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 3 litri di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
</span>
</div>
<p>Scaldare i 3 litri d’acqua in un paiolo, anche una pentola dai bordi alti anti-aderente in assenza del primo, e 230gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> a freddo. Quando l’acqua bolle versare le due farine a pioggia, mescolando costantemente, per dare modo alle due qualità di amalgamarsi bene l’una con l’altra.</p>
<p>Durante la cottura della polenta, che dovrebbe durare circa un’ora, aggiungere a pezzetti il restante burro. Una decina di minuti prima della fine prevista della cottura, aggiungere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/formaggio-valtellinese">formaggio valtellinese</a> tagliato grossolanamente.</p>
<p>Un’idea per accompagnare questa prelibatezza? Un bel piatto di salumi…</p>
<p>fonti: <a href="http://it.wikipedia.org">Wikipedia</a>, <a href="http://www.bresciaonline.it">Ristoranti.Brescia</a>, <a href="www.brembana.info">Val Brembana Bergamo</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/nycnosh/228923435/">nycnosh</a></p>
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		<title>Birra Stout</title>
		<link>http://www.worldfood.it/birra-stout/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 18:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birre]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Irlandese]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Lievito]]></category>
		<category><![CDATA[Luppolo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Stout è una birra scura, a volte amara, che iniziò ad essere prodotta commercialmente nella prima metà dell&#8217;Ottocento. Le prime Stout furono prodotte in Irlanda, tra cui la famosissima Guinness. Questo tipo di birra è fatta generalmente con orzo e diversi tipi di malti. Altre varianti sono fatte anche con farina d&#8217;avena: c&#8217;è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/rockies_stout.jpg" alt="Birra Stout" />La Stout è una <a href="http://www.worldfood.it/category/bevande/birre">birra</a> scura, a volte amara, che iniziò ad essere prodotta commercialmente nella prima metà dell&#8217;Ottocento. Le prime Stout furono prodotte in Irlanda, tra cui la famosissima Guinness.</p>
<p>Questo tipo di birra è fatta generalmente con orzo e diversi tipi di malti. Altre varianti sono fatte anche con farina d&#8217;avena: c&#8217;è una grande varietà di questo tipo di alcolico e diverse classificazioni per i diversi tipi.<span id="more-753"></span> Esiste addirittura una Stout caraibica molto apprezzata dalla popolazione di colore di quelle isole: consumare una birra scura, come la loro pelle, è un fatto quasi di orgoglio!</p>
<p>La Stout irlandese è sicuramente la più famosa ed è conosciuta anche come &#8220;dry Stout&#8221; (secca): oltre alla già citata Guinness, i veri intenditori, pare però, preferiscano la Murphy&#8217;s. Quest&#8217;ultima è molto popolare proprio tra gli irlandesi, poiché questa birra era inizialmente prodotta da cattolici (la Guinness invece era prodotta dagli “odiati” Protestanti). L’Irlanda è una delle poche isole felici nel mondo dove non sono le lager chiare a dominare: questo può essere in parte dovuto all’acqua di Dublino, ricca di cloruri che rendono la bevanda più corposa e adatta alla produzione delle birre scure. La dry ha un sapore amaro, con forti toni di tostato e torrefatto con un’acidità fruttata.</p>
<p>La Stout imperiale fu fatta invece appositamente per Caterina la Grande, a cui questo tipo di bevanda piaceva molto: l&#8217;importazione però in Russia, al freddo, di questa birra era disagevole. Alle basse temperature infatti la Stout perdeva alcune sue caratteristiche organolettiche e le bottiglie che la contenevano scoppiavano. Per ovviare a questo problema quindi, la Imperial Stout ha un tasso alcolico più elevato delle altre Stout. La Imperial più famosa è la Storm King.<br />
Questa varietà di Stout ha un sapore molto intenso, con toni di caffè e aroma di ribes.</p>
<p>Ma torniamo alla Stout &#8220;per eccellenza&#8221;. La Guiness nasce a Dublino nel birrificio di Arthur Guinness.<br />
</p>
<div class="box2">
I suoi ingredienti sono:<br />
<span style="font-style: italic;"><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/malto-dorzo">malto d&#8217;orzo</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/luppolo">luppolo</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/lievito">lievito</a> di birra<br />
</span>
</div>
<p>Il colore caratteristico e il sapore di questa birra si ottengono cuocendo a vapore e rimescolando parte dell&#8217;orzo necessario per la birra. Vi rivelo un segreto: anche se a molti il colore della birra può sembrare nero, in realtà è rosso scuro, rubino!</p>
<p>Un&#8217;altra curiosità? La Stout si serve in due tempi: una prima mescita con bicchiere a 45 gradi e una seconda, dopo qualche minuto, con il bicchiere perpendicolare e lontano dalla bottiglia o dalla spina, per dare modo alla schiuma caratteristica di formarsi. La schiuma è un tratto fondamentale, per esempio, della Guinness..deve rimanerne fino alla fine, per essere una birra di ottima qualità!!!</p>
<p>Altre varietà di questa birra scura sono la Sweet, a cui viene aggiunto lo zucchero subito prima dell’imbottigliamento e la Oatmeal fatta con farina d’avena.</p>
<p>fonti:<a href="http://en.wikipedia.org"> Wikipedia</a>, <a href="http://www.irlandando.it">Irlandando</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/bremnerj/220646353/">Rockies</a></p>
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		<title>Tè Darjeeling</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 17:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Indiana]]></category>
		<category><![CDATA[Tè e Tisane]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Tè Darjeeling]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Darjeeling è una varietà di tè, generalmente a base nera, tipica del Bengala Occindetale, una regione dell&#8217;India. Se ben preparato, si presenta di colore chiaro e con un aroma abbastanza intenso di fiori: il sapore è astringente nei tannini, con una nota muschiata e di uva moscata. E&#8217; il tè più pregiato a base [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/te_darjeeling.jpg" alt="Tè Darjeeling" />Il Darjeeling è una varietà di tè, generalmente a base nera, tipica del Bengala Occindetale, una regione dell&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-indiana">India</a>. Se ben preparato, si presenta di colore chiaro e con un aroma abbastanza intenso di fiori: il sapore è astringente nei tannini, con una nota muschiata e di uva moscata. E&#8217; il tè più pregiato a base nera, ed è soprannominato per questo &#8220;lo Champagne dei tè&#8221;.<span id="more-1063"></span><br />
Stanno diventando sempre più popolari anche le varianti a base verde e bianca di questa preziosa bevanda.<br />
La coltivazione di questa varietà fu iniziata intorno al 1840 dal Dr. Campbell, un chirurgo dell&#8217;Indian Medical Service: per la coltivazione allora venivano usati semi cinesi. L&#8217;origine di questo tè è quindi cinese, anche se il particolare gusto &#8220;darjeeling&#8221; è dato dalla terra in cui viene coltivato. La commercializzazione su larga scala si fa risalire alla seconda metà del diciannovesimo secolo. La produzione di questo pregiato tè, nonostante la diffusione commerciale, è ancora fatta a livello familiare e il 60% degli impiegati in questo settore sono donne: i giardini del tè rimangono nella regione del Darjeeling l&#8217;attività economica principale, seguita anche dal turismo.</p>
<p>Vediamo quindi alcuni consigli per la degustazione:<br />
<br />
Preparazione (per 1 litro di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a>):</p>
<p>Bollire l&#8217;acqua a 90-100 gradi e mettere in infusione per 5-8 minuti 3 bustine di tè, per un gusto sufficientemente deciso.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org">Wikipedia</a> e <a href="http://www.darjeelingtea.com">Darjeelingtea.com</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/adulau/2186784179/">adulau</a></p>
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