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	<title>World Food &#187; Cucina Italiana</title>
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	<description>Ricette, storia, curiosità sui migliori piatti della cucina internazionale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Nov 2011 20:08:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ricetta Patate Riso e Cozze</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 21:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[La tiella (teglia) di patate riso e cozze è un piatto della cucina tradizionale barese che viene spesso associato alla paella spagnola soprattutto per l&#8217;utilizzo di alcuni ingredienti simili (il riso, i frutti di mare, i pomodorini, la cipolla… ). Anche la tiella, come la la paella, prende il suo nome dal tegame in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/patate_riso_e_cozze.jpg" alt="Patate Riso e Cozze" />La tiella (teglia) di <strong>patate</strong> riso e <a href="http://www.worldfood.it/tag/cozze">cozze</a> è un piatto della cucina tradizionale <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">barese</a> che viene spesso associato alla <a href="http://www.worldfood.it/ricetta-paella">paella</a> <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-spagnola">spagnola</a> soprattutto per l&#8217;utilizzo di alcuni ingredienti simili (il <strong>riso</strong>, i frutti di mare, i <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodorini">pomodorini</a>, la cipolla… ).<br />
Anche la <strong>tiella</strong>, come la la paella, prende il suo nome dal tegame in cui viene fatta cuocere (in dialetto barese tied) che la tradizione vuole sia una teglia di &#8220;coccio&#8221;, di terracotta, alta e di forma circolare.<br />
<span id="more-1943"></span><br />
La tiella di <strong>patate</strong>, <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a> e cozze ha origini antiche. Si racconta che sia stata introdotta nella cucina barese durante il periodo della dominazione spagnola del 1600. Il fatto che le tracce della sua origine si perdano cosi lontano nel tempo ha incoraggiato la diffusione di varianti alla ricetta originaria<br />
E&#8217; un piatto che si compone di pochi ingredienti: ogni variazione è tollerata, purché rispetti pochi principi base, come quello di utilizzare solo ingredienti semplici, freschi e buoni, come le <strong>cozze</strong>, il riso, le patate, le cipolle e i <strong>pomodorini</strong>. La variante più popolare è quella con l&#8217;aggiunta delle <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchine">zucchine</a>.</p>
<p>Tutti gli ingredienti vengono infornati &#8220;a crudo&#8221;, per questo motivo è un piatto che richiede un tempo di cottura abbastanza lungo, ma vale davvero la pena di aspettare.</p>
<p>Procediamo con la descrizione della ricetta.<br />
<br />
Ingredienti per 4 persone</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
1 kg di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cozze">cozze</a><br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a><br />
6 <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> di media grandezza<br />
600 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodorini">pomodorini</a> maturi<br />
150 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> romano grattuggiato<br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/prezzemolo">prezzemolo</a><br />
1 spicchio d&#8217; <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio extravergine d&#8217;oliva</a><br />
</span></div>
<p>Lavare bene il guscio delle <strong>cozze</strong> (si può&#8217; usare la lana d&#8217;acciaio e un coltellino) e privarle del filetto che esce, strappandolo.</p>
<p>Metterle a bagno in acqua mentre si procede nelle altre fasi della preparazione.</p>
<p>Pelare le patate e tagliarle a fette circolari non troppo sottili (almeno 5 mm di spessore)</p>
<p>Tritare il prezzemolo con lo spicchio d&#8217;aglio.</p>
<p>Lavare il <strong>riso</strong> e lasciarlo a bagno per qualche minuto.</p>
<p>Aprire le cozze schiacciandole leggermente lungo la fessura e aiutandosi con un coltellino. Lasciare il frutto in una parte del guscio ed elimanere l&#8217;altra metà.</p>
<p>Affettare la cipolla e metterla sul fondo della teglia insieme ad un paio di giri di olio extra vergine d&#8217;oliva. Disporre le patate sul fondo della teglia, spolverarle col trito di prezzemolo, un po&#8217; di sale e pepe e poi disporre le <strong>cozze</strong> col guscio rivolto verso l&#8217;alto.</p>
<p>A questo punto fare un primo strato col riso, facendo attenzione a metterne un po&#8217; nei gusci, ma senza soffocarli e facendolo andare negli spazi tra le cozze.</p>
<p>Si uniscno I pomodorini precedentemente privati dei semi dopo averli schiacciati Se ne dispongono 5 o 6 sul riso, una abbondante manciata di pecorino e si riparte con il secondo strato: cipolla, patate, <a href="http://www.worldfood.it/tag/prezzemolo">prezzemolo</a>, sale, pepe, <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a>, un generoso giro d&#8217;olio, le cozze e il riso crudo, il pecorino e ancora qualche pomodorino.</p>
<p>Le patate chiudono la teglia, vengono insaporite col restante prezzemolo, pecorino, ancora del sale e del pepe, olio extra vergine d&#8217;oliva e i pomodorini.</p>
<p>Aggiungere acqua fino a livello dell&#8217;ultimo strato di riso, lasciando “libero” lo strato di patate che completa la teglia. Infornare in forno già caldo a 180 C per circa 45 minuti. Per i primi 20 minuti consigliamo di coprire la teglia con della carta stagnola, per permettere la cottura del riso. La parte finale della cottura avverrà a teglia scoperta per facilitare la doratura, e la crostatura delle patate.</p>
<p>La teglia sarà pronta quando l&#8217;acqua si sarà asciugata e il <strong>riso</strong> e le patate saranno cotte.</p>
<p>E&#8217; un piatto piuttosto estivo, che si gusta di più tiepido.Consigliamo di servirlo 20 minuti dopo averlo sfornato.</p>
<p>Buon appetito.</p>
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		<title>Ricetta Pizzoccheri</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-pizzoccheri/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-pizzoccheri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 14:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
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		<category><![CDATA[Aglio]]></category>
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		<description><![CDATA[I Pizzoccheri sono un tipo di pasta originario della Valtellina. Come forma, ricordano quella delle tagliatelle e sono ricavate da un impasto fatto con una parte di farina di frumento e tre parti di farina di grano saraceno, la quale le fa assumere la sua caratteristica colorazione grigiastra. Quando cucinati nella maniera più classica, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/pizzoccheri.jpg" alt="Pizzoccheri" />I Pizzoccheri sono un tipo di pasta originario della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Valtellina</a>. Come forma, ricordano quella delle tagliatelle e sono ricavate da un impasto fatto con una parte di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a> e tre parti di farina di grano saraceno, la quale le fa assumere la sua caratteristica colorazione grigiastra.</p>
<p>Quando cucinati nella maniera più classica, sono serviti con <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> a cubetti, <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> e suprattutto abbondante Grana o <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a>.<span id="more-1924"></span> Nonostante sia molto facile reperire i Pizzoccheri già pronti, risulta semplice anche prepararli a mano.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;etimologia del nome, sembra che la parola &#8220;Pizzoccheri&#8221; derivi dalla radice &#8220;piz&#8221;, ovvero &#8220;pezzetto&#8221;, oppure dalla parola &#8220;pinzare&#8221;, in riferimento alla forma schiacciata della pasta.</p>
<p>Ma passiamo ora alla ricetta.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
100 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-frumento">farina di frumento</a><br />
300 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a><br />
250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> tagliate a listarelle<br />
250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a> tagliate a cubetti<br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">bitto</a><br />
1 spicchi d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a><br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
Formaggio <a href="http://www.worldfood.it/tag/grana">Grana</a> o <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a> grattuggiato<br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
</span></div>
<p>Per prima cosa fate i pizzoccheri: mescolate bene la farina di frumento e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a>, impastando il tutto con dell&#8217;acqua per non più di 15 minuti. A questo punto stendete l&#8217;impasto rendendolo poco più sottile di mezzo centimetro, quindi tagliatelo a striscie di circa 7 centimetri di lunghezza e larghe circa mezzo centimetro.</p>
<p>Ora fate cuocere le patate e le <a href="http://www.worldfood.it/tag/verze">verze</a> in acqua bollente e salata per circa 20 minuti, dopodichè aggiungete i pizzoccheri e continuate a cuocere per altri 10 minuti.</p>
<p>Nel frattempo fate rosolare nel <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> la cipolla tagliata finemente e l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> a fuoco lento. A questo punto scolate pasta, patate e verze in un recipiente e aggiungete mescolando uno a uno il soffritto, il formaggio <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">bitto</a>, il grano (o parmigiano).</p>
<p>Servire i pizzoccheri ben caldi.</p>
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		<title>Ricetta Amatriciana</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-amatriciana/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 10:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Salse]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Amatriciana è un sugo usato come condimento per la pasta tipico della cucina italiana, a base di guanciale, pecorino e, a partire dal 18esimo secolo, pomodoro. Originario del paese di Amatrice (sito nella zona montagnosa nella provincia di Rieti, nel Lazio), il sugo all&#8217;Amatriciana divenne presto uno dei condimenti più apprezzati in Italia e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/amatriciana.jpg" alt="Amatriciana" />L&#8217;Amatriciana è un <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">sugo</a> usato come condimento per la pasta tipico della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">cucina italiana</a>, a base di guanciale, <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> e, a partire dal 18esimo secolo, <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodoro</a>.<br />
Originario del paese di Amatrice (sito nella zona montagnosa nella provincia di Rieti, nel Lazio), il sugo all&#8217;Amatriciana divenne presto uno dei condimenti più apprezzati in Italia e non solo.<br />
Nonostante non sia chiara l&#8217;origine esatta del piatto, si sa che per secoli è stato preparato con <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> e pecorino locale ed era noto come <a href="http://www.worldfood.it/ricetta-bombolotti-alla-gricia">Gricia</a>.<span id="more-1903"></span> Gli ingredienti di base sono comuni tra quanto disponibile nelle popolazioni locali, compreso l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio di oliva</a> di cui venne fatto uso in un secondo momento. L&#8217;aggiunta del <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodoro</a>, come detto, avvenne a partire dal 18esimo secolo e di ciò si ha testimonianza in alcuni libri di ricette francesi datati 1807. La coincidenza del periodo con l&#8217;uso del pomodoro nei sughi e nei condimenti era comune in Italia nel periodo napoleonico.<br />
Nonostante gli <a href="http://www.worldfood.it/tag/spaghetti">spaghetti</a> siano il tipo di pasta più utilizzato per il sugo all&#8217;Amatriciana, va detto che tradizionalmente sono i bucatini ad essere usati per questo famoso condimento.</p>
<p>Vediamo ora la ricetta, davvero molto semplice ma la cui buona riuscita dipende molto dalla genuinità degli ingredienti.<br />
<br />
Ingredienti per 4 persone</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
350 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodori</a> pelati<br />
75 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> non troppo saporito<br />
1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoncino">peperoncino</a><br />
1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio di oliva</a><br />
100 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a><br />
1 bicchiere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vino-bianco">vino bianco</a><br />
400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/spaghetti">spaghetti</a> o <a href="http://www.worldfood.it/tag/bucatini">bucatini</a><br />
<a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a> secondo gusto<br />
</span></div>
<p>Scaldate l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a> in una padella abbastanza grande e metteteci il <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> tagliato a listarelle non troppo sottili. Mentre il guanciale soffrigge aggiungeteci il <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoncino">peperoncino</a>. Non appena il grasso del guanciale diventa trasparente, aggiungete il bicchiere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vino-bianco">vino bianco</a>.<br />
Continuate a soffriggere fino a che il guanciale non sarà diventato croccante, quindi toglietelo dal fuoco e tenetelo da parte.<br />
Usando la stessa padella e lo stesso olio per il guanciale, cuocete ora i <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodori</a> a fiamma bassa.<br />
Nel frattempo, fate cuocere la pasta e, una volta al dente, scolatela direttamente nella padella con il pomodoro e aggiungendo il <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> tenuto da parte. Fate saltare il tutto per qualche istante, dopodichè macinate un po&#8217; di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a> e servite con una buona dose di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> grattuggiato.</p>
<p>Buon appetito!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricetta Lasagne alla Bolognese</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-lasagne-alla-bolognese/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 15:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Secondi piatti di carne]]></category>
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		<category><![CDATA[Sedano]]></category>
		<category><![CDATA[Vino rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Le lasagne al forno sono uno dei piatti più tipici della cucina italiana, preparato in tutta la penisola con piccole varianti di ingredienti. Vengono generalmente preparate in una teglia e consistono in una stratificazione di dischi di pasta all’uovo, intervallati da ripieno. Le lasagne più famose sono forse quelle al ragù bolognese, preparate con pomodoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/lasagne-alla-bolognese.jpg" alt="Lasagne alla Bolognese" />Le lasagne al forno sono uno dei piatti più tipici della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">cucina italiana</a>, preparato in tutta la penisola con piccole varianti di ingredienti. Vengono generalmente preparate in una teglia e consistono in una stratificazione di dischi di pasta all’uovo, intervallati da ripieno.</p>
<p>Le lasagne più famose sono forse quelle al ragù bolognese, preparate con <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodoro</a>, carne trita mista (<a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-maiale">maiale</a>, vitello, <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-manzo">manzo</a>), parmigiano e besciamelle.<span id="more-1762"></span> Esistono anche la variante napoletana (con le polpettine di carne, mozzarella e <a href="http://www.worldfood.it/tag/ricotta">ricotta</a>) e al <a href="http://www.worldfood.it/ricetta-pesto-alla-genovese">pesto</a>. In realtà questo tipo di ricetta lascia molto spazio all’inventiva personale: tra gli strati di pasta all’uovo infatti, ognuno può decidere di metterci quello che vuole, per esempio verdure o formaggi. Io faccio una variante al <a href="http://www.worldfood.it/tag/porri">porro</a>, crescenza e besciamelle che, senza troppa modestia, è sublime!</p>
<p>Le origini di questo piatto risalgono all’Antica Roma. Secondo le fonti, infatti, Cicerone ne era un assiduo consumatore: con l’avanzare della vecchiaia il famoso filosofo (ma anche avvocato e scrittore latino, nonché uomo politico dell&#8217;ultimo periodo della Repubblica Romana) se le faceva preparare in continuazione, essendo molto morbide e liquide e quindi adatte alla sua “dentatura anziana”.</p>
<p>Per un piatto così famoso una citazione cinematografica tutta particolare. In Clerks, la popolare commedia low-budget di Kevin Smith che ripercorre la giornata di un commesso al lavoro durante il suo giorno di riposo, Silent Bob dice una ed una sola battuta, che però riguarda le lasagne: “You know, there&#8217;s a million fine looking women in the world, dude. But they don&#8217;t all bring you lasagna at work. Most of them just cheat on you” (Il mondo è pieno di belle donne, amico. Ma non tutte ti portano le lasagne al lavoro, anzi la maggioranza ti tradisce).<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 500 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/fogli-di-lasagna">fogli di lasagna</a> (consiglio le Sfogliavelo di Rana, pronte all’uso neanche da lessare)<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a> reggiano a profusione, grattato</p>
<p>Per la besciamelle:<br />
- 150 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- 1,5 litri di <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a><br />
- 150 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/noce-moscata">Noce moscata</a></p>
<p>Per il ragù:<br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/carote">carota</a><br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/sedano">sedano</a><br />
- 400 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pelati</a><br />
- 200 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-vitello">trita di vitello</a><br />
- 200 gr <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-maiale">trita di maiale</a> (se si vuole 100gr di trita di maiale e 100gr di salsiccia)<br />
- 80 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pancetta">pancetta</a><br />
- 1 fetta, spessa un dito, di <a href="http://www.worldfood.it/tag/prosciutto-cotto">prosciutto cotto</a><br />
- ½ bicchiere di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vino-rosso">vino rosso</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">Olio di oliva</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">Sale</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">Pepe</a></p>
<p></span></div>
<p>Partiamo dalla besciamelle: sciogliere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> in una pentola e poi aggiungere la <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a>. Una volta che il composto è morbido ed omogeneo versare a filo il <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a>. Continuare a mescolare fino a che la besciamelle non si forma (una dozzina di minuti più o meno). Prima di spegnere il fuoco, una spruzzata di <a href="http://www.worldfood.it/tag/noce-moscata">noce moscata</a> e sale e tenere da parte.</p>
<p>Per il ragù: Rosolare la <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a>, il sedano e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/carote">carota</a> con qualche dito d’olio in un altro tegame. Aggiungere quindi i vari tipi di carne (il prosciutto e la <a href="http://www.worldfood.it/tag/pancetta">pancetta</a> andranno precedentemente tritati, con la mezzaluna o con qualche minuto nel frullatore). Rosolare la carne qualche minuto a fuoco vivo, spruzzare di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vino-rosso">vino rosso</a> e una volta evaporato, aggiungere i pelati. Abbassare la fiamma e far andare per almeno un paio d’ore (più va il ragù e più è buono), mescolando di tanto in tanto. Aggiustare il tutto di sale e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>.</p>
<p>A questo punto passiamo alla costruzione della lasagna. In una teglia adagiare un foglio di lasagna (due o tre se servono, dipende anche dalla grandezza della teglia), cospargere di ragù, besciamelle e <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">parmigiano</a> reggiano grattugiato e adagiare sopra un altro foglio di lasagna….E così via fino a che la teglia non è riempita. Infornare a 180 gradi per mezz’ora e lasciare riposare una decina di minuti prima di servire.</p>
<p>Per una volta mi permetto di dare un consiglio…a me piace molto la lasagna al ragù accompagnata da una buona bottiglia di Bonarda (poi magari qualche sommelier potrebbe obbiettare…).</p>
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		<title>Ricetta Pesto alla Genovese</title>
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		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-pesto-alla-genovese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 21:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Salse]]></category>
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		<category><![CDATA[Grana]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Pesto alla Genovese è una salsa usata come condimento per pasta originiaria del capoluogo della Liguria. Il nome deriva da &#8220;pestare&#8221;, in riferimento al modo in cui gli ingredienti, tra cui basilico, olio e aglio, vengono uniti durante la preparazione. Definire la storia del Pesto alla Genovese è come definire la storia del basilico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/pesto-alla-genovese.jpg" alt="Pesto alla Genovese" />Il Pesto alla Genovese è una salsa usata come condimento per pasta originiaria del capoluogo della Liguria. Il nome deriva da &#8220;pestare&#8221;, in riferimento al modo in cui gli ingredienti, tra cui <a href="http://www.worldfood.it/tag/basilico">basilico</a>, olio e <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a>, vengono uniti durante la preparazione.</p>
<p>Definire la storia del Pesto alla Genovese è come definire la storia del basilico, dalle sue origini ai giorni nostri: la deliziosa pianta arrivò in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Italia</a> dalle coste del Nord Africa, anche se di fatto l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-indiana">India</a> fu il primo paese a coltivarla.<span id="more-1725"></span> Giunto in Europa, la pianta del basilico trovò il miglior terreno per la coltivazione in Liguria e in Provenza in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-francese">Francia</a>. In queste due aree, il pesto si sviluppò in maniera simile, ma l&#8217;uso di ingredienti diversi fece la differenza rendendo la ricetta del Pesto alla Genovese la più apprezzata e conosciuta nel mondo.</p>
<p>La <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salsa</a> è preparata con basilico genovese, <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a>, aglio, <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio extra vergine di oliva</a> ligure (preferibilmente di Taggiasco), pinoli (anche tostati) e <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">parmigiano</a> grattuggiato (che volendo può essere sostituito anche da grana, <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> romano o sardo). Storicamente, il Pesto è preparato in un mortaio di marmo con un pestello di legno.</p>
<p>Nonostante sia un condimento da pasta facilmente reperibile nei supermercati, si consiglia caldamente di provare una volta a preparare del Pesto fatto in casa. Vediamo quindi la ricetta.<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 4 mazzi di foglie di <a href="http://www.worldfood.it/tag/basilico">basilico</a> genovese fresco<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">Olio extravergine di oliva</a> (come detto, è preferibile quello di Taggiasco)<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/parmigiano">Parmigiano</a> grattuggiato (o anche <a href="http://www.worldfood.it/tag/grana">Grana</a> Padano, <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">Pecorino</a> Romano e Pecorino Sardo)<br />
- 2 spicchi di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a><br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pinoli">pinoli</a><br />
- Qualche grano di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> grosso<br />
</span></div>
<p>Lavare in acqua fredda i mazzi di <a href="http://www.worldfood.it/tag/basilico">basilico</a> e lasciarli asciugare su un canovaccio. A questo punto cominciare a pestare il basilico con l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> nel mortaio, avendo cura di mettere uno spicchio d&#8217;aglio ogni trenta foglie circa di basilico.<br />
Quando le foglie cominceranno a rilasciare del liquido, aggiungere una manciata di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pinoli">pinoli</a> e continuare a pestare. Quando anche i pinoli saranno ben schiacciati date una spolverata generosa di formaggio, pochi grani di <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> ed aggiungete l&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a>, abbastanza da dare alla salsa la sua tipica consistenza cremosa.<br />
A questo punto conservate il Pesto prodotto in una ciotola e ricominciate la procedura fino ad esaurimento degli ingredienti.<br />
Come ultimo consiglio, il Pesto alla Genovese dà notoriamente il suo meglio con le trofie. Buon appetito!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/nettsu/2553442340/" rel="nofollow" >nettsu</a></p>
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		<title>Ricetta Negroni</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-negroni/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 18:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cocktails]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Arance]]></category>
		<category><![CDATA[Campari]]></category>
		<category><![CDATA[Gin]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Negroni è un cocktail composta da una parte di Gin, una parte di vermouth dolce e una parte di Campari bitter ed è considerato uno dei più famosi drink da aperitivo, ovvero fatto per stimolare l&#8217;appetito Essendo un cocktail molto forte (lo si può facilmente notare dagl ingredienti), oltre ad essere un aperitivo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/negroni.jpg" alt="Negroni" />Il Negroni è un <a href="http://www.worldfood.it/category/bevande/cocktails">cocktail</a> composta da una parte di <a href="http://www.worldfood.it/tag/gin">Gin</a>, una parte di vermouth dolce e una parte di Campari bitter ed è considerato uno dei più famosi drink da aperitivo, ovvero fatto per stimolare l&#8217;appetito</p>
<p>Essendo un cocktail molto forte (lo si può facilmente notare dagl ingredienti), oltre ad essere un aperitivo è ottimo da bere dopo cena, come digestivo.<span id="more-1681"></span> Il rischio di berlo come aperitivo, cioè a stomaco vuoto o quasi, è di arrivare a cena decisamente su di giri (per non dire completamente ubriachi). Il consiglio è quindi di prenderlo con le dovute cautele.</p>
<p>La teoria più in voga sulla sua nascita, vuole che il Negroni sia nato a Firenze, al Caffè Casoni (poi chiamato Caffè Giacosa). Il nome venne attribuito in onore del Conte Camillo Negroni, che chiese che venisse aggiunto del <a href="http://www.worldfood.it/tag/gin">gin</a> all&#8217;Americano, il suo drink preferito. Il drink subito riscosse molto successo, tanto da indurre la famiglia Negroni a fondare a Treviso una società chiamata &#8220;Negroni Distillerie&#8221; che aveva come prodotto di punta una versione già pronta del cocktail, chiamata &#8220;Antico Negroni 1919&#8243;.</p>
<p>La preparazione di questo cocktail è davvero molto semplice<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 1/3 di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vermouth">Vermouth</a> dolce (il <a href="http://www.worldfood.it/tag/martini-rosso">Martini Rosso</a> va benissimo)<br />
- 1/3 di <a href="http://www.worldfood.it/tag/campari">Campari</a> Bitter<br />
- 1/3 di <a href="http://www.worldfood.it/tag/gin">Gin</a><br />
- 1 fetta d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/arance">arancia</a><br />
</span></div>
<p>Il Negroni si prepara direttamente nel bicchiere (nella fattispecie, il Tumbler basso). Mettete tre cubetti di ghiaccio. Aggiungete prima il <a href="http://www.worldfood.it/tag/gin">gin</a>, poi il Martini e quindi il <a href="http://www.worldfood.it/tag/campari">Campari</a> e mescolare.</p>
<p>Guarnire con una fetta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/arance">arancia</a>.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/khardy/103064540/" rel="nofollow" >yuzu</a></p>
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		<title>Ricetta Pasta alla Carbonara</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-pasta-alla-carbonara/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-pasta-alla-carbonara/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 16:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
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		<description><![CDATA[La Pasta alla Carbonara (solitamente spaghetti, ma spesso anche linguine o bucatini) è uno dei più famosi primi piatti a base di pasta della cucina italiana. Gli ingredienti comprendono uova, pecorino romano, guanciale e pepe. Sebbene questi siano gli ingredienti utilizzati nella carbonara originale, è possibile preparare un&#8217;ottima Carbonara con ingredienti sostitutivi o aggiunte come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/pasta-alla-carbonara.jpg" alt="Pasta alla Carbonara" />La Pasta alla Carbonara (solitamente <a href="http://www.worldfood.it/tag/spaghetti">spaghetti</a>, ma spesso anche linguine o bucatini) è uno dei più famosi <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/primi-piatti">primi piatti</a> a base di pasta della <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">cucina italiana</a>. Gli ingredienti comprendono <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a>, pecorino romano, <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> e pepe.</p>
<p>Sebbene questi siano gli ingredienti utilizzati nella carbonara originale, è possibile preparare un&#8217;ottima Carbonara con ingredienti sostitutivi o aggiunte come la <a href="http://www.worldfood.it/tag/pancetta">pancetta</a>, il grana, <a href="http://www.worldfood.it/tag/funghi">funghi</a>, cipolla, scalogno o <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a>.<span id="more-1429"></span> Fuori dall&#8217;Italia inoltre, si fa abbondante uso della panna (come ad esempio avviene negli Stati Uniti o in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-francese">Francia</a>).</p>
<p>Per quanto riguarda le origini, la Pasta alla Carbonara forse detiene il record come ricetta dalle teorie storiche più disparate: cronologicamente parlando, la data di nascita viene collocata nel 20° secolo. Una delle teorie più accreditate la vuole come piatto semplice ma estremamente energetico per i lavoratori nelle miniere del carbone (da qui il nome). Un&#8217;altra vuole l&#8217;origine del nome dalla forma del guanciale cotto con il <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>, che ricorda vagamente pezzettini di carbone. Altri asseriscono invece che il piatto sia stati inventati dai Carbonari, gli appartenenti alla omonima società segreta. L&#8217;ultima delle teorie che elenchiamo (ce ne sono davvero troppe) ritiene che il piatto sia stato inventato da alcuni fantasiosi cuochi romani durante la seconda guerra mondiale, quando gli alleati <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-statunitense">americani</a> portarono ingenti scorte di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pancetta">pancetta</a> e uova in polvere, e serviva un modo pratico e veloce di cucinare tali ingredienti.</p>
<p>Dopo questa lunga premessa passiamo alla ricetta.<br />
<br />
Ingredienti per 4 persone</p>
<div class="box2"><span style="font-style: italic;"><br />
- 150 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a><br />
- 100 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a><br />
- 350 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/spaghetti">spaghetti</a><br />
- 4 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a><br />
- 2 cucchiai di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio di oliva</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a><br />
</span></div>
<p>Mettete abbondante acqua in una pentola abbastanza fonda e portatela a bollore. A questo punto salate l&#8217;acqua e metteteci la pasta, abbassando la fiamma.</p>
<p>Scaldate ora l&#8217;olio su una padella e, una volta caldo, metteteci il <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> tagliato a dadini o listarelle. Cucinate a fuoco medio fino a che il grasso non si è sciolto e il gianciale non sia diventato quasi croccante.</p>
<p>Ora prendete una ciotola abbastanza capiente (ci dovrete mettere la pasta) e sbatteteci le uova aiutantovi con un frustino. Aggiungete il <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> e il pepe e continuate a sbattere fino a quando il tutto non diventa omogeneo. Quando la pasta è quasi pronta, unite il guanciale all&#8217;impasto fatto con le <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a>.</p>
<p>Come ultimo passaggio, scolate bene la pasta, quindi versatela ben calda nell&#8217;impasto di uova e guanciale, mescolando bene il tutto e facendo in modo che il calore degli spaghetti cuociano le uova fino a rapprenderle leggermente. Se la pasta risulta troppo secca, agguingete ancora un cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio di oliva</a> crudo.</p>
<p>Buon appetito!</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/su-lin/309823464/" rel="nofollow" >su-lin</a></p>
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		<title>Ricetta Cotechino con Lenticchie</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-cotechino-con-lenticchie/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 15:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti Unici]]></category>
		<category><![CDATA[Aglio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il piatto di Capodanno per eccellenza, il cotechino con le lenticchie è una tradizione immancabile l’ultimo giorno dell’anno nelle regioni settentrionali d’Italia. Le lenticchie poi, vanno assolutamente mangiate la sera del 31, perché la tradizione vuole che “portino soldi”: vista l’attuale situazione economica quindi, vi consigliamo di farne e mangiarne almeno una tonnellata! Il cotechino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/cotechino_con_lenticchie.jpg" alt="Cotechino con Lenticchie" />Il piatto di Capodanno per eccellenza, il cotechino con le <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a> è una tradizione immancabile l’ultimo giorno dell’anno nelle regioni settentrionali d’<a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Italia</a>. Le lenticchie poi, vanno assolutamente mangiate la sera del 31, perché la tradizione vuole che “portino soldi”: vista l’attuale situazione economica quindi, vi consigliamo di farne e mangiarne almeno una tonnellata!<span id="more-1381"></span></p>
<p>Il <a href="http://www.worldfood.it/tag/cotechino">cotechino</a>, per chi non lo conoscesse, è un insaccato di maiale da cuocere e deve il suo nome alla cotica, la cotenna (la pelle) del maiale. Si prepara riempiendo il budello con cotenna, tagli di carne (non di prima scelta) e grasso, il tutto impastato con <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a>, pepe, spezie, nitriti e nitrati. Ne esistono in commercio versioni precotte, che richiedono una cottura di massimo mezz’ora e non precotti, che richiedono circa 2 ore di cottura (noi preferiamo i secondi).<br />
La leggenda vuole che il cotechino sia stato inventato nel cinquecento dai cittadini della corte di Pico della Mirandola, che assediati dalle truppe papali necessitavano di un modo per conservare la <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-maiale">carne di maiale</a>. Verso la fine del settecento poi, iniziò ad essere apprezzato in diverse regioni del Nord Italia: Modena è la città fondamentale per questo prodotto, tanto che il cotechino della città gode della Identificazione Geografica Protetta (IGP).</p>
<p>Per quanto riguarda le <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a>, invece, ci sono diverse varietà: rosse, brune, verdi. Gli italiani non sono grandi consumatori di legumi comunque, se non in occasioni speciali, forse anche per i tempi di cottura che in generale richiedono (e senza calcolare le ore di ammollo, prima di poterli cucinare).<br />
La storia delle lenticchie è antichissima, sono infatti il legume più antico coltivato dall’uomo: le prime tracce di questo legume si fanno risalire al settemila avanti cristo. Le lenticchie hanno anche la loro citazione biblica nella Genesi, in cui Giacobbe “porge a Esaù del pane e della minestra di lenticchie”.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo piatto:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cotechino">cotechino</a> (meglio se di salumeria, non precotto)<br />
- 250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a> secche<br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a><br />
- 2 <a href="http://www.worldfood.it/tag/carote">carote</a><br />
- 1 <a href="http://www.worldfood.it/tag/sedano">sedano</a><br />
- 1 latta di <a href="http://www.worldfood.it/tag/polpa-di-pomodoro">polpa di pomodoro</a><br />
- 1 foglia di <a href="http://www.worldfood.it/tag/alloro">alloro</a><br />
- 1 spicchio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">Sale</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a><br />
</span>
</div>
<p>La preparazione del <a href="http://www.worldfood.it/tag/cotechino">cotechino</a> è abbastanza semplice: bucarlo in diversi punti con un forchetta e avvolgerlo con un canovaccio (con le estremità legate da spago sarebbe il massimo). Mettere quindi il tutto in un pentola e ricoprire di acqua fredda (magari di forma oblunga la pentola). A fuoco vivo portare a bollore, e una volta raggiunto abbassare la fiamma e lasciare cuocere il cotechino per almeno un’ora e mezza (anche due se è grande, non scuoce, non preoccupatevi). Una volta pronto, togliere il canovaccio e liberarsi dell’acqua di cottura. Attendere qualche minuto e poi tagliare il cotechino a fette (non troppo sottili!).</p>
<p>Per le <a href="http://www.worldfood.it/tag/lenticchie">lenticchie</a>, metterle a mollo in acqua tiepida con una punta di bicarbonato, la sera prima del giorno in un cui le si vuole preparare. Il mattino seguente preparare un soffritto con olio <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolla</a>, carota, <a href="http://www.worldfood.it/tag/aglio">aglio</a> e sedano, tutto tritato finemente. Versare nel tegame quindi le lenticchie, il pomodoro e l’<a href="http://www.worldfood.it/tag/alloro">alloro</a>. Dopo una decina di minuti, versare abbondante acqua bollente sulle lenticchie e cuore a fiamma bassa fino a completamento della cottura.</p>
<p>Servire cotechino e lenticchie ben calde, magari accompagnati da purè di <a href="http://www.worldfood.it/tag/patate">patate</a>.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a>, <a href="http://www.diwinetaste.com" rel="nofollow" >Diwinetaste</a>, <a href="http://www.aamterranuova.it" rel="nofollow" >Aamterranuova</a>, <a href="http://www.cotechino.it" rel="nofollow" >Cotechino.it</a>, <a href="http://www.traditionalfood.it" rel="nofollow" >Traditionalfood</a></p>
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		<title>Ricetta Polenta Taragna</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2008 17:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[Sale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di inverno e in Italia, soprattutto al Nord, è il momento degli spezzatini, degli stracotti e delle salsicce. E cosa c’è di meglio della polenta per accompagnare questi piatti? Direi niente. E allora che cos’è la polenta esattamente? E’ un metodo di cottura delle farine di cereali, molto diffuso nel Nord e nel Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/polenta_taragna.jpg" alt="Polenta Taragna" />Tempo di inverno e in <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-italiana">Italia</a>, soprattutto al Nord, è il momento degli spezzatini, degli stracotti e delle salsicce. E cosa c’è di meglio della polenta per accompagnare questi piatti? Direi niente.</p>
<p>E allora che cos’è la polenta esattamente? E’ un metodo di cottura delle farine di cereali, molto diffuso nel Nord e nel Centro Italia ma anche in diversi paesi dell’ex Jugoslavia. Questo piatto si può fare con diverse farine, tra quelle più famose: <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a> gialla (farina di mais), quella bianca (mais bianco o miglio), farina di grano saraceno e di fagioli.<span id="more-1264"></span> La tradizione italiana vuole che la polenta sia cotta in un paiolo di rame per lungo tempo, mescolando costantemente: per la ricetta perfetta infatti in molti consigliano di utilizzare “gli arnesi” della tradizione!</p>
<p>Questo piatto ha origine antichissime e soprattutto contadine. Fu Cristoforo Colombo a portare il “Mahiz” (granoturco ovviamente) dal suo viaggio nel Nuovo Mondo, insieme a tutta una serie di altri prodotti a noi ancora sconosciuti come patate, fagioli, pomodori e cacao. Gli indigeni usavano questi preziosi semi di Mahiz per farci della farina, che veniva utilizzata per preparare polente arricchite con carne o con <a href="http://www.worldfood.it/tag/pesce">pesce</a> o con <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina/salse">salse</a>.</p>
<p>Nonostante il mondo occidentale abbia la prerogativa di essere il migliore (solo dal suo punto di vista ovviamente), gli indigeni ci mostrano questa volta il contrario: l’aggiunta di carne e altre pietanza alla polenta è infatti un’idea geniale perché evitava alle popolazioni antiche di quei luoghi di ammalarsi di pellagra, malattia invece che ha flagellato i nostri antenati del Nord che consumavano solo ed esclusivamente polenta nei periodi di carestie.</p>
<p>(Un po’ di cultura…da Wikipedia. “La pellagra è una malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B, in particolare niacina (vitamina PP), o di triptofano, amminoacido necessario per la sua sintesi. Questa vitamina è presente in genere nei prodotti freschi: latte, verdure, cereali. È una patologia frequente tra le popolazioni che facevano della polenta di sorgo o di mais il loro alimento base.”)</p>
<p>Oggi vi presentiamo la polenta taragna, ricetta tipica della cucina valtellinese, del bergamasco e del bresciano: una polenta con il formaggio (possibilmente valtellinese, tipo Bitto). Questo tipo di polenta deve il suo nome al “tarel”, l’attrezzo di legno che veniva usato anticamente per mescolarla nel paiolo durante la cottura. Il suo particolare colore scuro è dovuto alla miscela di grano saraceno e di farina di mais. A differenza della polenta concia, in cui il formaggio viene sciolto direttamente nel piatto con il calore della polenta, per la taragna il formaggio viene incorporato prima della fine della cottura.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo piatto:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 350 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-di-grano-saraceno">farina di grano saraceno</a><br />
- 250 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina-gialla">farina gialla</a><br />
- 600 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/formaggio-valtellinese">formaggio valtellinese</a> (tipo <a href="http://www.worldfood.it/tag/bitto">Bitto</a>)<br />
- 700 gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a><br />
- 3 litri di <a href="http://www.worldfood.it/tag/acqua">acqua</a><br />
</span>
</div>
<p>Scaldare i 3 litri d’acqua in un paiolo, anche una pentola dai bordi alti anti-aderente in assenza del primo, e 230gr di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> a freddo. Quando l’acqua bolle versare le due farine a pioggia, mescolando costantemente, per dare modo alle due qualità di amalgamarsi bene l’una con l’altra.</p>
<p>Durante la cottura della polenta, che dovrebbe durare circa un’ora, aggiungere a pezzetti il restante burro. Una decina di minuti prima della fine prevista della cottura, aggiungere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/formaggio-valtellinese">formaggio valtellinese</a> tagliato grossolanamente.</p>
<p>Un’idea per accompagnare questa prelibatezza? Un bel piatto di salumi…</p>
<p>fonti: <a href="http://it.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a>, <a href="http://www.bresciaonline.it" rel="nofollow" >Ristoranti.Brescia</a>, <a href="www.brembana.info" rel="nofollow" >Val Brembana Bergamo</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/nycnosh/228923435/" rel="nofollow" >nycnosh</a></p>
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		<title>Ricetta Cotoletta alla Milanese</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-cotoletta-alla-milanese/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 17:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Più letti]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti di carne]]></category>
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		<category><![CDATA[Carne di Manzo]]></category>
		<category><![CDATA[Pan grattato]]></category>
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		<description><![CDATA[La cotoletta è IL piatto milanese per eccellenza, tanto che forse solo il riso allo zafferano con l’ossobuco gode di una fama quasi equiparabile (forse anche il panettone, ma è un dolce!). Peraltro la milanese è uno dei piatti preferiti dai bambini! Solitamente la cotoletta è una fetta di lombata di vitello con l’osso impanata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.worldfood.it/wp-content/uploads/cotoletta-alla-milanese.png" alt="Cotoletta alla Milanese" style="display: none;" />La cotoletta è IL piatto milanese per eccellenza, tanto che forse solo il <a href="http://www.worldfood.it/tag/riso">riso</a> allo zafferano con l’ossobuco gode di una fama quasi equiparabile (forse anche il panettone, ma è un <a href="http://www.worldfood.it/category/dolci-e-dessert">dolce</a>!). Peraltro la milanese è uno dei piatti preferiti dai bambini!</p>
<p>Solitamente la cotoletta è una fetta di lombata di vitello con l’osso impanata e fritta nel <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a>. <span id="more-1033"></span>Non fatevi imbrogliare, mi raccomando: la vera cotoletta alla milanese deve essere rigorosamente fritta nel burro e non nell’<a href="http://www.worldfood.it/tag/olio-di-oliva">olio</a> come molti ristoranti propongono oggi, per far risultare il piatto più appetibile a quelli che “guardano le calorie” o ai movimenti “il grasso animale fa male!”. Il burro fuso andrebbe versato anche sul piatto prima di servirlo, ma ormai una spruzzata di <a href="http://www.worldfood.it/tag/limone">limone</a> è la regola.</p>
<p>L’origine di questo piatto è oggetto di una disputa che ancora oggi non ha trovato soluzione. Italia e <a href="http://www.worldfood.it/category/cucina-austriaca">Austria</a> infatti si contendono la paternità di questo piatto: secondo gli italiani, gli austriaci hanno appreso la preparazione della cotoletta dai cuochi italiani che lavoravano per i reggimenti austriaci d’istanza in Italia nel diciottesimo secolo. Il generale Radetzky, vuole questa teoria, ritornò quindi in Austria dopo la sua lunga residenza nel lombardo-veneto con la ricetta.  Il piatto meneghino, per la controparte invece, sarebbe solo una versione “copiata” della Wiener Schnitzel, la cotoletta austriaca.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo piatto:<br />
<br />
Ingredienti</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 4 fette di <a href="http://www.worldfood.it/tag/carne-di-manzo">lombata di vitello</a> (con l’osso, ovviamente)<br />
- 2 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a> sbattute<br />
- ½ tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pan-grattato">pangrattato</a>, leggermente tostato nel forno<br />
- ½ tazza di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> (meno se volete usare una padella anti-aderente)<br />
</span>
</div>
<p>Premessa: togliere quanto più grasso possibile dai bordi della cotoletta, altrimenti quando si passerà alla fase di frittura, le parti grasse si arricceranno tutte.</p>
<p>A questo punto salare leggermente i due lati della carne e quindi intingere la lombata prima nell’<a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uovo</a> sbattuto e poi nel <a href="http://www.worldfood.it/tag/pan-grattato">pangrattato</a> .Se volete una panatura degna di questo nome consigliamo di ripete l’operazione un paio di volte.</p>
<p>In una padella, meglio se anti-aderente, sciogliere il <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a> e friggere ad una ad una le cotolette finchè non saranno ben dorate da entrambi i lati.</p>
<p>Siccome ci piace fornirvi varianti interessanti del piatto che proponiamo, oggi ve ne regaliamo due. Durante le calde estati, friggete le cotolette e lasciatele poi raffreddare. A parte preparate un trito di pomodorini ciliegini, <a href="http://www.worldfood.it/tag/basilico">basilico</a>, olio, sale e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>. Cospargete il tutto poi sulle cotolette fredde.</p>
<p>Per l’inverno invece vi consigliamo la cotoletta con le <a href="http://www.worldfood.it/tag/cipolle">cipolle</a> in scapece. Fate andare in una padella delle cipolle (la quantità va in base a quante milanesi fate) con un poco di olio fino a che non sono ben dorate. Una volta tolte dal fuoco aggiungere 2 cucchiai di aceto e mezzo di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a> e mescolare. Adagiate il tutto, anche in questo caso, sulle cotolette, questa volta tiepide.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a>, <a href="http://www.about.com" rel="nofollow" >About.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricetta Pastiera Napoletana</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-pastiera-napoletana/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-pastiera-napoletana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci e dessert]]></category>
		<category><![CDATA[Arance]]></category>
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		<description><![CDATA[La pastiera è una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, zucchero, uova e grano bollito nel latte. E&#8217; un dolce pasquale campano che, per tradizione, viene preparato il giovedì o il venerdì santo. La tradizione pagana colloca la nascita di questo dolce come regalo alla sirena Partenope: la popolazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/francescav_pastiera-napoletana.jpg" alt="Pastiera Napoletana" />La pastiera è una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di <a href="http://www.worldfood.it/tag/ricotta">ricotta</a>, zucchero, <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a> e grano bollito nel <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a>. E&#8217; un dolce pasquale campano che, per tradizione, viene preparato il giovedì o il venerdì santo.</p>
<p>La tradizione pagana colloca la nascita di questo dolce come regalo alla sirena Partenope: la popolazione napoletana, estasiata dal suo canto, decise di offrirle i doni della natura quali la farina, la ricotta, le uova, il <a href="http://www.worldfood.it/tag/grano-cotto">grano</a> tenero, l&#8217;acqua di fiori d&#8217;arancio, le spezie e lo <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a>.<span id="more-547"></span> Gli dei mescolarono tutti gli igredienti trasformandoli in un dolce squisito: la pastiera.</p>
<p>E&#8217; comunque probabile che la pastiera sia stata poi associata alla Pasqua per la presenza delle uova, simbolo di rinascita, e per la ricotta, ingrediente che da il suo meglio proprio in primavera.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo famosissimo dolce:<br />
<br />
Ingredienti per la pasta frolla</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 500 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/farina">farina</a><br />
- 200 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a><br />
- 200 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- 3 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a><br />
- buccia d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/arance">arancia</a> grattuggiata<br />
</span></p>
<p>per il ripieno<br />
<span style="font-style: italic;"><br />
- 420 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/grano-cotto">grano cotto</a> (quantità contenuta nei barattoli in commercio)<br />
- 300 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a><br />
- 1 cucchiaio di <a href="http://www.worldfood.it/tag/burro">burro</a><br />
- 700 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/ricotta">ricotta</a> fresca<br />
- 500 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a><br />
- 7 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">uova</a> intere<br />
- 3 <a href="http://www.worldfood.it/tag/uova">tuorli</a><br />
- 1 bustina di <a href="http://www.worldfood.it/tag/vaniglia">vaniglia</a><br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/fior-darancio">fior d&#8217;arancio</a><br />
- 140 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/cedro-candito">cedro</a> candito<br />
- buccia d&#8217;<a href="http://www.worldfood.it/tag/arance">arancia</a> grattuggiata<br />
</span>
</div>
<p>Pasta frolla<br />
E&#8217; consigliabile avere il burro e le uova a temperatura ambiente per rendere più facile l&#8217;impasto. Rivestire la teglia precedentemente imburrata e infarinata, preparare delle strisce per la decorazione.</p>
<p>Crema<br />
Versare il grano cotto e il <a href="http://www.worldfood.it/tag/latte">latte</a> in un tegame, unito a un cucchiaio di burro e alla buccia d&#8217;arancia grattuggiata. Far bollire e mescolare fino a quando non diventa una crema. Far raffreddare. Quando la crema di grano e latte è fredda versarla in un grosso tegame, unire tutti gli altri ingredienti. Fare attenzione che la crema sia a temperatura ambiente altrimenti le uova potrebbero<br />
cuocersi. Frullare tutto fino a rendere l&#8217;impasto liquido.<br />
Infornare a 200°, con forno già caldo, fino a quando la superficie non si è dorata, spegnere il forno e lasciare la pastiera al caldo per circa 1 ora, in modo da farla asciugare.<br />
Dare una spolverata di <a href="http://www.worldfood.it/tag/zucchero">zucchero</a> a velo.</p>
<p>Alcune persone preferiscono non frullare, altre frullano solo una parte del ripieno, provate tutte le versioni, poi decidete quale preferite!</p>
<p>NB: Le quantità sopra indicate sono calcolate sul contenuto del barattolo di grano cotto in commercio col quale si ottengono 3 torte di media grandezza.</p>
<p>Nota: la bellissima immagine di <a href="http://www.ilpastonudo.it" rel="nofollow" >IZN</a> che potete vedere si riferisce alla sua <a href="http://www.francescav.com/2008/04/pastiera-kamut/" rel="nofollow" >ricetta della Pastiera di grano di kamut</a>.</p>
<p>fonti: <a href="http://en.wikipedia.org" rel="nofollow" >Wikipedia</a><br />
immagine: <a href="http://www.flickr.com/photos/francescav/2400689778/" rel="nofollow" >FrancescaV</a></p>
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		<title>Ricetta Bombolotti alla Gricia</title>
		<link>http://www.worldfood.it/ricetta-bombolotti-alla-gricia/</link>
		<comments>http://www.worldfood.it/ricetta-bombolotti-alla-gricia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 18:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lerio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Bombolotti]]></category>
		<category><![CDATA[Guanciale]]></category>
		<category><![CDATA[Pecorino]]></category>
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		<category><![CDATA[Sale]]></category>
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		<description><![CDATA[La gricia è un condimento per la pasta che ha preso il nome da Grisciano, cittadina in provincia di Rieti. Quando è nata la gricia, Grisciano faceva parte del Regno delle Due Sicilie, dipartimento dell&#8217;Abruzzo citra. È ben apprezzata dai romani che la importarono dai pastori di Grisciano i quali transumavano con le loro greggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: none;" src="/wp-content/uploads/bombolotti-alla-gricia.jpg" alt="Bombolotti alla Gricia" />La gricia è un condimento per la pasta che ha preso il nome da Grisciano, cittadina in provincia di Rieti. Quando è nata la gricia, Grisciano faceva parte del Regno delle Due Sicilie, dipartimento dell&#8217;Abruzzo citra. È ben apprezzata dai romani che la importarono dai pastori di Grisciano i quali transumavano con le loro greggi nella campagna romana durante il periodo invernale ed erano soliti recarsi a Roma per vendere i loro prodotti caseari e le carni ovine e bovine.<br />
<span id="more-167"></span><br />
La gricia, ricetta antichissima, era ed è ancora, l&#8217;amatriciana senza il pomodoro. L&#8217;utilizzo del pomodoro con gli spaghetti fu descritto per la prima volta dal gastronomo francese Grimond de la Reyniére nel 1807 nell&#8217;Almanach des gourmandes: è probabilmente nel periodo della conquista napoleonica (1798-1814) che l&#8217;uso del <a href="http://www.worldfood.it/tag/pomodori">pomodoro</a> come sugo di condimento della pasta si diffonde in Italia.</p>
<p>Spesso si dice di usare il pecorino romano. Questo è un errore grossolano tanto quanto usare la pancetta, se non peggio. Basta vedere la posizione di questi due paesi (Amatrice e Grisciano appunto) per capire che il pecorino da usare è quello tipico della zona dei Monti Sibillini o dei Monti della Laga e non il pecorino romano, dal sapore totalmente diverso e di origini diametralmente opposte, citando il disciplinare: &#8220;La zona di provenienza del latte destinato alla trasformazione del formaggio pecorino romano comprende gli interi territori delle regioni della Sardegna, del Lazio e della provincia di Grosseto&#8221;.</p>
<p>Da notare, quindi, che la ricetta non comprende mai la presenza della cipolla né dell&#8217;aglio.</p>
<p>Vediamo quindi la ricetta di questo gustoso primo:<br />
<br />
Ingredienti per 4 persone:</p>
<div class="box2">
<span style="font-style: italic;"><br />
- 400 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/bombolotti">bombolotti</a>;<br />
- 100 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/guanciale">guanciale</a> stagionato;<br />
- 60 g di <a href="http://www.worldfood.it/tag/pecorino">pecorino</a> stagionato;<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/vino-bianco">vino bianco</a> secco;<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/sale">sale</a> e <a href="http://www.worldfood.it/tag/pepe">pepe</a>;<br />
- <a href="http://www.worldfood.it/tag/peperoncino">peperoncino</a>;<br />
</span>
</div>
<p>Tagliare il guanciale a cubetti e cuocerlo a fuoco basso in una padella antiaderente di 28 cm, quando il grasso è diventato trasparente aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco secco e far evaporare, il peperoncino e cuocere per 3 minuti a fuoco vivace. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, quindi unirla al sugo insieme al pecorino grattugiato, mescolare bene per condire uniformemente la pasta e servire.</p>
<p>fonte: <a href="http://it.wikipedia.org" rel="nofollow" >WIkipedia</a></p>
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